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EMERGENZA A SAN GIORGIO

Acque nere scaricate in strada
"Si rischia bomba sanitaria"


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Catania, Giuseppe Parisi, rete fognaria, san giorgio, Saro D'Agata, Cronaca

Le acque fuorisescono dalle abitazioni



CATANIA - Olezzi nauseabondi e fiumi di acque nere invadono la sera il quartiere di San Giorgio. Insieme a topo, blatte e ogni sorta di animale. Al calar del sole, le strade del popoloso e popolare quartiere della città, si trasformano in fiumi di acque nere che fuoriescono dalle abitazioni del versante est dello stradale Cravona, prive di sistema fognario. Un problema antico per il rione periferico - anzi per una parte, dato che diversi anni fa fu realizzata la rete fognaria nella zona bassa del quartiere, mentre la zona alta fu esclusa - che oggi si sta trasformando in una vera e propria bomba sanitaria, con gli abitanti costretti in casa e con le finestre chiuse per non incappare nei liquami.

Una situzione che denunciano gli stessi rsidenti, sottolineando di non essere incivili ma di essere costretti ad agire in questo modo. "L'assenza della rete fognaria è diventata ormai un dramma per le centinaia di famiglie che vivono qui - spiega Giuseppe Parisi, presidente del comitato spontaneo di cittadini e candidato al consiglio comunale con la lista Tutti per Catania a sostegno di Raffaele Stancanelli - e che non possono permettersi di pagare l'espurgo pozzi neri ogni mese. Molti vivono di sola pensione sociale. Per questo - prosegue - siamo costretti a riversare i liquami in strada quando la fossa si riempie, anche perchè i mezzi per l'espurgo arrivano parecchi giorni dopo esser stati chiamati".

Via della Salvia, via del Faggio, via Salso, via dei Platani: un intero rione costrettoal "fai da te" per svuotare le fosse biologiche, evitando così che le acque fognarie invadano le abitazioni. Si aspetta la sera, meglio quando piove "in questo modo le acque nere si

Via della Salvia



confondono con quelle piovane", afferma ancora Parisi che evidenzia come la questione più grave da affrontare sia l’igiene pubblica. "In alcuni momenti della giornata ci sentiamo di essere in un paese del terzo mondo - continua - dove le strade vengono utilizzate come condotte per lo scarico dei liquami".

Le condizioni di vivibilità del rione sarebbero peggiorate negli anni, con l'aumento della popolazione residente in case, una volta abusive ma oggi in maggioranza sanate, le cui fosse non sarebbero più sufficienti a smaltire le acque nere nè il terreno argilloso su cui nasce il quartiere, ormai saturo, avrebbe più capacità di drenaggio. "All'epoca - aggiunge Parisi - con la sanatoria pagammo anche gli oneri di urbanizzazione, compresi quelli per la rete fognaria, ma a distanza di vent'anni siamo ancora a questo punto".

Per questo lanciano un appello al sindaco. "Chiadiamo a Bianco di farsi un giro da queste parti - aggiunge un altro residente della zona, Bonifacio Copia -  adesso che è primo cittadino e ha addirittura assegnato una delega specifica per i problemi di quest'area della città. Catania non finisce al Tondo Gioeni - incalza - e noi non chiediamo certo un miracolo - aggiunge - ma sappiamo che c'è un progetto e un finanziamento per realizzare la rete fognaria e vogliamo sapere che fine abbia fatto". Progetto che l'ex presidente Lombardo avrebbe finanziato per circa 6,5 milioni.

"C'è stato un intoppo con alcuni sotto servizi dell'Enel - spiega l'assessore all'Ambiente del Comune, Rosario D'Agata - ma, a breve, verrà convocata una conferenza dei servizi al Genioo civile in modo da istruire quanto prima il bando per assegnare l'appalto. Un passaggio  aggiunge - che potrebbe completarsi già la prossima settimana" Nel frattempo, però, il comitato chiede interventi a sostegno delle 3500 persone che abitano a San Giorgio alto, per mettere fine all'incivile usanza di scaricare i liquami per le strade. Come fece il sindaco Scapagnini. "Umberto Scapagnini - concludono - per venire incontro alle nostre esigenze, stabilì che l'espurgo per queste abitazioni fosse a carico del Comune".


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