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PROCURA DI MILANO

L'inchiesta sui cinema hard
Interrogati dal Gip gli indagati


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CATANIA - Si sono svolti questa mattina gli interrogatori di garanzia per almeno due degli arrestati nell'ambito dell'inchiesta della procura di Milano sui cinema a luci rosse trasformati - secondo le accuse del Pm Ester Nocera -  in luogo di "facili costumi" dove si consumava sesso a pagamento tra omosessuali con il coinvolgimento anche di minori.

Il reato contestato ai tre Salvatore Diliberto, Santo Lanzafame e Salvatore Germanà è favoreggiamento della prostituzione, il Pubblico Ministero aveva presentato richiesta al Gip anche per lo sfruttamento della prostituzione ma il Giudice non ha ritenuto ci fossero gli elementi probatori validi per questo tipo di accusa.

"Il mio assistito si è dichiarato totalmente innocente - dichiarano a LiveSiciliaCatania gli avvocati Giuseppe e Daniele Napoli, difensori di Salvatore DiLiberto - oggi il Gip lo ha interrogato e lui ha dato la sua versione dei fatti". Il 53enne è titolare di diverse sale cinematografiche a Milano, Mestre e Genova. A Novembre - come riferiscono i legali - dopo che in un cinema di Padova c'erano stato problemi in merito proprio a legami con la prostituzione tra gay l'imprenditore catnesese aveva riunito i suoi dipendenti e responsabili per dare alcune direttive. "Aveva dato disposizioni - asseriscono i due avvocati -  di stare attenti a chi frequentava il cinema e se avessere captato qualcosa che non andavano avevano l'ordine di sbatterli fuori dalla sala. Inoltre chi era al botteghino doveva verificare i documenti di identità affinchè avessero accesso alle proiezioni solo maggiorenni". Insomma Diliberto, che vive a Catania, con il proprio personale era stato chiaro in merito ai comportamenti da seguire, "se poi a sua insaputa - aggiunge l'avvocato Napoli - le sue indicazioni sono state trasgredite di questo non può rispondere".

L'ordinanza del Gip però conterrebbe intercettazioni e prove che secondo la Procura di Milano inchioderebbero i tre in maniera inequivocabile. Ci sarebbero anche le dichiarazioni di minori che descriverebbero le prestazioni sessuali che avvenivano all'interno dei cinema a luci rosse posti sotto sequestro. Elementi che hanno portato il Gip a disporre l'arresto per Diliberto, Germanà (che è un suo dipendente) e Lanzafame, proprietario del Sarah di Catania che ieri non appena ha saputo del provvedimento è stato colpito da un malore. Il 71enne è stato infatti ricoverato al Garibaldi.

Entro il prossimo 28 settembre i difensori potranno depositare richiesta al Tribunale del Riesame. "Lunedì intanto presenteremo istanza al Giudice - dichiara il legale di Diliberto - per l'applicazione degli arresti domiciliari, in attesa di avere in mano tutti gli atti d'indagine dalla Procura di Milano e poter presentare ricorso al Tribunale della Libertà".

 


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