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Salute mentale

Trojano incontra il Co.re.sa.m
Allarme sulle dimissioni dai Cta


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Arrivano sul tavolo dell'assessore ai servizi sociali del Comune di Catania le preoccupazioni, ma anche le proposte, del Coordinamento regionale salute mentale sulla crisi del comparto che opera nel disagio psichico.

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CATANIA - Tavolo bilaterale, ieri, fra l’assessore ai servizi sociali, Fiorentino Trojano, e la Co.re.sa.m., il coordinamento regionale salute mentale, sigla che riunisce associazioni e cooperative che la operano nel settore della disabilità psichica. Un incontro cordiale, convocato per affrontare congiuntamente le emergenze del comparto. Un fronte che, al pari di altri in Sicilia, sta subendo pesantemente la crisi economica in corso. Una fase dalla quale se ne potrà venire fuori intensificando i canali di comunicazione tra gli stessi operatori del settore e le amministrazioni locali. Francesco Li Rosi, presidente del Coresam, ne è convinto: “Abbiamo offerto la nostra disponibilità a dimettere alcuni utenti delle nostre comunità alloggio, continuando a garantire loro un sostegno, seppur minimo e nei loro alloggi, a titolo assolutamente gratuito. Purché – rilancia- le nostre comunità alloggio, viste le tante richieste di ricovero a noi giunte, possano essere messe a pieno regime con l'aiuto dell'amministrazione”.

Una ricetta che fa da sfondo, però, alle preoccupazioni da parte di chi opera nel settore del disagio mentale, circa la volontà della Regione siciliana di dimettere dalle Cta gli utenti presenti dal almeno 54 mesi e di inviarli nelle comunità alloggio: “La Regione -ammonisce Li Rosi- non può prendere in considerazione di un settore solo una parte di esso. Il problema del disagio mentale va visto a 360 gradi. Escono gli utenti dalle Cta, sì, ma per andare dove, se non ci sono altri servizi alternativi che possono seguire il percorso già avviato dalle comunità terapeutiche. Noi abbiamo chiesto all’assessorato regionale alla Sanità -spiega ancora il presidente della Coresam- che venga ridefinita quella che è la rete dei servizi, che venga normato quello che è il servizio dei gruppi d’appartamento, il servizio domiciliato di disagio mentale, e che anche le comunità alloggio possano avere un budget stabilito dalla stessa Regione, e non dai comuni, in maniera tale che la precarietà economica del momento possa essere alleviata. Fino a quando non ci si farà carico in toto della complessità del settore -sottolinea ancora Li Rosi- non si risolverà nulla, ma si tamponerà soltanto il problema, creando confusione e colpendo le fasce più deboli”.

Soddisfatto di quello che al momento si presenta soltanto come il primo di una lunga serie d'incontri, Fiorentino Trojano: “Ritengo molto interessanti le proposte del Co.re.sa.m. Ne verificherò la fattibilità -annuncia- e ne discuteremo in maniera concreta.” Anche dal versante comunale, però, vengono sollevate alcune perplessità sul progetto di dimissione dei disabili dalle Cta: “Su Catania abbiamo 164 persone che potrebbero essere dimesse. Ciò significherebbe un carico di cinque milioni di euro per le nostre casse. Un bilancio in pre-dissesto – sottolinea l'assessore non senza allarme- non può farsi carico di una cifra aggiuntiva così alta”. Guardando sempre alla situazione debitoria del Comune, resta aperto il nodo sul ritardo nei pagamenti delle fatture per i servizi resi dalle cooperative sociali. Un tema sopra il quale Trojano sta effettuando una propria ricognizione personale: “Il comune -spiega- ha un progressivo pagamento che viene deciso dagli assessorati competenti, in relazione ai debiti, in modo da non creare discrepanze rispetto a tutti gli ambiti dei pagamenti comunali. Mi risulta – aggiunge- che questi avvengono in maniera coordinata, rispettando le prerogative e i diritti di tutti. Non solo per i lavoratori dei servizi sociali ma – conclude l'assessore- per tutti quelli che hanno dei debito con l’amministrazione”.

 


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