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La riorganizzazione

Micron, sindacati temono
un centinaio di licenziamenti


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Catania, cgil, cisl, micron, rischio licenziamenti, Cronaca
CATANIA. Micron: riorganizzazione in arrivo. Il settore manifatturiero ad alta tecnologia non gode di buona salute ne è testimone l’annuncio di Micron, azienda leader nel campo delle memorie. Secondo i sindacati l’operazione potrebbe lasciare a casa “alcune centinaia di persone”. La Micron, che conta tre sedi in Italia (Catania, Arzano, Brianza), dà lavoro a circa 1100 dipendenti.

I sindacati temono le ricadute occupazionali della riorganizzazione del colosso americano. La Fiom Cgil, che ha proclamato lo stato di agitazione, sottolinea i pericoli derivanti da un potenziale processo di delocalizzazione. “Il settore della ricerca nel Paese rischia di perdere una delle sue componenti di punta dato che da tempo la multinazionale americana ha iniziato un processo di trasferimento del know-how e di delocalizzazione”. Il braccio di ferro tra sindacati e azienda è previsto per il 9 di ottobre, giorno in cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha convocato un tavolo di confronto con imprese (StM, Micron e 3Sun) e rappresentanti dei lavoratori. La notizia della riorganizzazione non fa dormire sonni tranquilli ai dipendenti catanesi della Micron. Una soluzione arriva dalla Cisl. “Attendiamo l’incontro del 9 ottobre per saperne di più, ma ribadiamo anche in questa occasione la necessità di far nascere il Distretto Tecnologico etneo” dice Piero Nicastro, segretario generale della Fim Cisl di Catania. “Quest’ ultima vicenda – aggiunge Nicastro – non fa che confermare quanto dalla Cisl e dalla Fim Cisl etnee è stato sempre chiesto a gran voce”.

“A Catania, cioè, è necessario realizzare il Distretto della microelettronica e dell'alta Tecnologia”. Il punto di forza del progetto, illustrato tempo fa dalla segretaria generale Rosaria rotolo al sindaco Bianco, è la sinergia ” tra le aziende attualmente presenti nel territorio come STM, Micron, 3Sun, Selex-Es e l’Università e assorbire anche eventuali variazioni degli equilibri occupazionali”. Fondamentale, in tal senso, un impegno delle istituzioni “di infrastrutture e fiscalità”. Nelle prossime ore si dovrebbe conoscere l’esito della riunione tenuta ieri tra vertici aziendali e sigle sindacali volto a inquadrare le eventuali ricadute occupazionali sul polo catanese, molto però dipenderà dal tavolo nazionale del 9 di ottobre.


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