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L'assessore sull'affaire gioeni

"Abbattere? Una necessità
per una città più sicura"


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Catania, Giuseppe Caudo, Luigi Bosco, nodo gioeni, ponte gioeni, Politica
CATANIA. “Luigi Bosco non si tocca”. Il coordinatore provinciale del Megafono, Giuseppe Caudo, a margine della conferenza stampa di presentazione del MegaForum, risponde così agli attacchi dell’opposizione sulla vicenda del ponte di Tondo Gioeni. Caudo non le manda a dire e parla di “atti di sciacallaggio” all’indirizzo della giunta comunale e dell’assessore ai lavori pubblici. Il coordinatore rivendica in primis l’abbattimento stesso del ponte. “Esisteva una delibera che diceva che il ponte non andava abbattuto ma ristrutturato al costo di due milioni di euro”. “La ristrutturazione del ponte avrebbe comportato la chiusura della circonvallazione per almeno tre mesi su entrambi i lati”. Insomma: “Una soluzione inutile”. Il ponte (“che è caduto in due giorni come se fosse un biscotto”) è stato abbattuto per motivi di sicurezza legati al rischio sismico.

“Senza il ponte- spiega Caudo-la città è più sicura, se fosse crollato l’asse stradale con tre ospedali veniva completamente tagliato fuori”. “Abbiamo fatto un’opera di prevenzione come avviene in tutti i paesi d’Europa”. Il coordinatore non vuole sentire parlare di problemi legati al traffico e alla viabilità, ritenuti strumentali. “Ogni anni quando riaprono le scuole ci sono caos e problemi di traffico, la fila alla circonvallazione non è arrivata mica oggi, c’è sempre stata”. A tal proposito Caudo mostra ai cronisti una vecchia foto su Google Maps che immortala la circonvallazione con tanto di traffico e ponte. Sul futuro Caudo assicura: “La soluzione sarà veloce quanto è stato l’abbattimento”. Poi un’invettiva: “L’opposizione, invece di fare sciacallaggio, dovrebbe sedersi e avanzare proposte per risolvere il problema della viabilità”. Infine la stoccata: “Qualcuno non ha capito che è finito il tempo degli assessori che scaldano le sedie”.

Anche Luigi Bosco è intervenuto sull’affaire “Tondo Gioeni”. L’assessore rivendica la scelta di abbattere il ponte piuttosto che ristrutturalo “con soldi che non c’erano”. Un’operazione che avrebbe bloccato la circonvallazione “per numerosi mesi”. Per gli attuali disagi arrecati ai catanesi Bosco si è scusato dicendo, però, che si tratta “di una necessità”. “Abbiamo voluto iniziare un percorso di cambiamento della città: vogliamo una Catania più sicura da punto di vista sismico e più bella esteticamente”.

Un intervento a 360 gradi è stato assicurato per la risoluzione dei problemi legati al traffico. La fase d’intervento attuale riguarda la rotonda che si risolverà in un paio di mesi. L’assessore si difende ulteriormente dalla accuse ricevute negli ultimi giorni. Bosco ricorda che si “parla comunque un cantiere” e ci tiene a precisare che non soltanto la rotonda migliorerà la viabilità ma che “il progetto del sottopasso che da via Caronda porta a via Grassi è quasi pronto e sarà realizzato nel giro di un anno e mezzo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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