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Sbarco nella notte

150 siriani arrivati al Porto
3 donne in gravidanza


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Catania, imbarcazione, porto di catania, sbarco migranti, Cronaca

Sull'imbarcazione anche 40 minori. I migranti sono stati trasferiti al PalaCannizzaro. Una delle tre migranti incinte sbarcate è ricoverata nella divisione di ginecologia e ostetricia dell'ospedale Cannizzaro. Al quinto mese di gravidanza, è disidratata e poco nutrita. (Nella foto, la motovedetta con a bordo i migranti)

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CATANIA. Circa 150 migranti, tra cui 40 minori e tre donne in gravidanza sono sbarcati nella notte a Catania. Sono approdati al porto, davanti alla stazione marittima, quando l'orologio segnava l'una e dieci. A spezzare il silenzio sono stati i pianti di moltissimi neonati nelle braccia delle proprie mamme: per coprirli dal freddo gli operatori sanitari hanno dato loro coperte e tessuti termici.

I 148 migranti erano a bordo di un barcone che ha avuto un problema, forse un'avaria. Ieri,  alle prime luci dell'alba, è stato lanciato un sos e dopo una segnalazione della Guardia Costiera l'imbarcazione è stata avvistata in acque maltesi dal mercantile "N. Loire". Una volta caricati tutti a bordo, la nave è partita secondo le disposizioni della Capitaneria verso il porto di Catania.  Una lunghissima traversata quella affrontata da diverse famiglie che sostengono di essere scappate dalla guerra e adesso vogliono raggiungere il Nord Europa.

Il mercantile battente bandiera maltese ha raggiunto Catania intorno alle 23, si è ancorata a largo e dal porto è partito il rimorchiatore "La città di Siracusa" che ha affiancato il natante e sono iniziate le operazioni di trasbordo dei migranti. Sulla motovedetta erano presenti anche infermieri della Croce Rossa e mediatori culturali del Cara di Mineo e della squadra logistica e interpretariato. I primi hanno prestato le prime cure soprattutto ai bambini più piccoli e verificato lo stato di salute delle tre donne incinte. I secondi, invece, rivestono un ruolo importante nel sistema delle operazioni di accoglienza perché hanno permesso ai militari della Guardia Costiera di poter avviare i primi contatti e favorire foto identificazione e riconoscimento.

Una volta raggiunto il porto, all'una e dieci come detto, sono state avviate le operazioni di sbarco. Sul molo era stata attrezzato un presidio medico di primo soccorso da parte degli operatori del 118 coadiuvati da Croce Rossa e Protezione civiIe. "Il posto medico avanzato allestito dalla Croce Rossa - ha dichiarato a LiveSiciliaCatania il vicepresidente del comitato provinciale CRI - prevede due medici e infermieri specializzati in emergenza, 5 operatori medico sanitari di croce rossa hanno raggiunto il mercantile a bordo della motovedetta per valutare in anticipo i casi più delicati".

I primi a scendere dalla nave sono stati donne e bambini, che sono stati immediatamente soccorsi e rifocillati. In un secondo momento sono stati assistiti gli adulti di sesso maschile, tutti naturalmente dopo aver avuto assegnato un numero identificativo ed essere stati fotografati.

La prima cosa che chiedevano una volta toccata terra era l'acqua. Bicchieroni pienissimi sono stati svuotati dai bimbi in pochissimi secondi, prova dei gravi disagi che hanno subito in questi lunghissimi giorni di viaggio in cerca di speranza. Tra le lacrime c'era il viso di qualche bambino più grande che si guardava smarrito ma con gli occhioni pieni di curiosità tra i volti sconosciuti di oltre 200 uomini tra medici, militari e volontari.

La macchina dell'assistenza è stata messa in piedi dalla Prefettura che gestisce e coordina le varie forze dell'ordine in campo per l'accoglienza ai migranti. Oltre alla Guardia Costiera, a dare supporto i Vigili del Fuoco, i carabinieri, la squadra mobile e la guardia di Finanza. Presenti i più alti vertici della Questura con il vicecapo di Gabinetto Giovanni Signer e il dirigente della squadra mobile Antonio Salvago. Presente, anche  il neo-comandante provinciale dei carabinieri, Alessandro Casarsa, di fatto alla sua prima uscita ufficiale.

I migranti, dopo essere stati medicati e fotografati, sono stati trasferiti mediante alcuni autobus dell'Amt al PalaCannizzaro di Aci Castello, luogo concesso come struttura di accoglienza dalla Provincia di Catania. A dare manforte per il lavoro organizzativo anche il Comune di Catania: presenti il vice sindaco di Catania Marco Consoli e l'assessore ai servizi sociali Fiorentino Trojano. La priorità sarà quello di trovare centri per ospitare i minori e le mamme. Il Cara di Mineo ha curato anche il servizio mensa servendo pasti caldi al palazzetto della frazione di Cannizzaro.

Una volta terminata la fase di assistenza, inizierà per le forze di polizia quella investigativa. I migranti saranno interrogati e si cercherà di capire se tra i 150 sbarcati nella notte sono presenti magari gli scafisti o altri soggetti legati all'organizzazione criminale che gestisce questi fiorenti traffici di esseri umani. Nell'ultima conferenza stampa proprio il procuratore Giovanni Salvi aveva parlato del giro d'affari di questo fenomeno che poteva rappresentare un guadagno di quasi 2000 euro a migrante.

 


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