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Dopo le dichiarazioni di Agen

Il commento di AddioPizzo


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CATANIA - Suscitano forte perplessità le recenti uscite mediatiche di Pietro Agen, presidente di Confcommercio Sicilia, il quale dopo avere sminuito la scelta di un imprenditore (peraltro presidente di Confindustria trapanese) di denunciare i propri estorsori perché "colpevole" di essere stato vittima della mafia fino al 2007, rincara la dose con una recente intervista apparsa su Live Sicilia nel corso della quale si dice sorpreso della decisione della Guardia di Finanza Etnea, guidata dal nuovo comandante provinciale col. Roberto Manna, di aver dato atto, con una conferenza stampa, del sequestro di 5 milioni di euro effettuato ad Angelo Ercolano, imprenditore incensurato, nipote del defunto capomafia Pippo Ercolano, iscritto alla Confcommercio.

Viene spontaneo chiedersi: cui prodest? A chi giovano simili esternazioni?

Certamente non a quegli imprenditori e commercianti che ancora non hanno maturato la scelta di denunciare i propri estorsori e rischiano quindi, qualora lo facessero, di attirarsi gli strali dei vertici di Confcommercio e del suo presidente.

Riteniamo paradossale che invece di sostenere la scelta di chi decide di ribellarsi al giogo mafioso, si cerchi di sminuirla, arrivando anche a citare Libero Grassi la cui morte viene addirittura collocata, erroneamente, dopo le stragi del 92.

Addiopizzo Catania, peraltro ospite di uno dei locali della Confcommercio etnea, auspica che le esternazioni del presidente Agen non siano condivise dai vertici di Confcommercio catanese e dalle associazioni antiracket del sistema Confcommercio, perchè, diversamente, significherebbe pregiudicare il lavoro di squadra e il rapporto di fiducia che dovrebbe esserci tra tutte le associazioni antiracket e di categoria.


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