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La rivolta dei campanili

Acireale nell'area metropolitana
Garozzo: "Una buffonata"


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Nino Garozzo, sindaco di Acireale

Bocciato da più parti il piano di riordino territoriale varato da Crocetta  Quanto previsto dal ddl scatena la furia del sindaco di Acireale, ma anche del deputato del Pdl Catanoso.

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ACIREALE - Così come è stata pensata da Crocetta la nuova area metropolitana di Catania non piace proprio, soprattutto a politici e amministratori di Acireale. Oggi su facebook il sindaco Nino Garozzo aveva esordito con un post dai toni feroci, parole ribadite in un comunicato stampa ufficiale inviato agli organi di informazione. Acireale Città e Comune "oggi, domani e sempre....!!!" è l'esclamazione utilizzata dal primo cittadino, giusto per essere chiari e non cadere in qualche fraintendimento.

”Crocetta sbanda - scrive Garozzo -  e vuole sopprimere Acireale e Comuni di 50.000 abitanti ma ne lascia centinaia con popolazione meno di 10.000, meno di 5.000, meno di 1.000 ! Non è tempo di dichiarazioni equivoche di quelle tipicamente in stile politichese, avevamo lanciato l'allarme - inascoltati- giá in estate, ciascuno dica da che parte sta senza se e senza ma, primi tra tutti coloro che rivestono ruoli politici". E allora il sindaco punta l'indice al petto dritto dritto, senza filtri, il dito quasi conficcato al corpo. Nella nota il virgolettato del primo cittadino è evidenziato in maiuscolo: "Chi è favorevole ad Acireale nell'area metropolitana è semplicemente un traditore della città". Garozzo affonda e promette: "Mi auguro che la Città sarà compatta ma nomi e volti di coloro che tradiranno saranno resi di pubblico dominio". Il giudizio di Acireale nell'Area Metropolitana? "E' una buffonata!”:

E anche il deputato acese del Pdl (nonchè coordinatore provinciale del Partito e possibile candidato sindaco), Basilio Catanoso  boccia il piano di riordino territoriale denominato aree metropolitane, che ingloba Acireale nell’area metropolitana di Catania. “In termine cronologico, quella delle aree metropolitane, è solo l’ultima buffonata - dichiara Catanoso -  del Governo Crocetta.  Il caso di Acireale è sicuramente emblematico, cartina di tornasole di un pasticcio che non ha testa né piedi, messo su dopo la frettolosa abolizione delle Province e che ai cittadini porterà solo complicazioni e nessun vantaggio. Qui si rischia davvero di gettare via l’acqua sporca con tutto il bambino..."

E il pollice in giù alla riforma arriva anche da altri comuni dell'hinterland etneo. Filippo Drago, Sindaco di Aci Castello dal suo profilo Facebook si rivolge direttamente ai cittadini: "Cari amici avendo appreso dalla stampa in data odierna la notizia circa l’approvazione del disegno di legge sull’istituzione delle città metropolitane, rimango alquanto esterrefatto di fronte ad una scelta operata dal Governo regionale che mira a declassare le nostre antiche istituzioni comunali a semplici municipi metropolitani, senza tenere alcun conto della ricca tradizione, della cultura e della storia della nostra comunità. Non appena avrò la possibilità di leggere e valutare attentamente il testo presentato vi comunicherò le iniziative che intraprenderò a nome della comunità, a tutela della nostra storia, chiedendo anche un confronto pubblico in piazza con il Governo regionale".

Laura Iraci, consigliere comunale di San Giovanni La Punta scrive: "Crocetta vuol far sparire San GIivanni La Punta, Mascalucia, Trecastagni, Acicastellio, Aci Sant'antonio, Aci BOnaccorsi, che diventeranno mere municipalità. Prepariamoci alla Resistenza. Io tengo alla storia del mio Comune".


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