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Tondo Gioeni, l'opposizione
chiede la testa di Bosco


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CATANIA - Dimissioni immediate dell'assessore Luigi Bosco e la convocazione di un Consiglio straordinario in cui il sindaco sia presente a spiegare perché una decisione tecnica sia diventata politica. E' quello che chiedono i gruppi consiliari dell'opposizione in relazione al Tondo Gioeni e ai notevoli disagi che la demolizione del ponte sta comportando alla popolazione. "Quella della giunta Bianco è stata una gestione superficiale senza precedenti - spiega Mario Chisari, capogruppo di Grande Catania. Non solo il problema non e' stato affrontato con la giusta pianificazione, ma non si ha ancora contezza del progetto definitivo".

La conferenza stampa dell'opposizione



Parlano di silenzio assordante da parte del sindaco Bianco che avrebbe lasciato ogni cosa sulle spalle di Bosco, "che, nonostante sia un tecnico, non ci sa dire nulla in merito alla rotatoria che sappiamo per certo essere insufficiente per un flusso quantificato in 120 mila vetture al giorno", incalzano i consiglieri. Partono dalle carte di cui sarebbe in possesso anche l'attuale amministrazione, che saranno rese pubbliche nel corso della seduta straordinaria di Consiglio e che evidenzierebbero come un'opera strategica come il cavalcavia andasse mantenuta. "Bisognava mantenere il traffico su diversi livelli - aggiunge Manlio Messina, capogruppo del Pdl - oggi non sanno come muoversi: si parla di sottopasso ma senza che si sappia quale sia il progetto e con quali fondi realizzarlo. Noi non ne abbiamo idea. L’assessore Bosco rimetta immediatamente il suo mandato – continua – per quello che ha combinato alla città e ai catanesi".

Secondo le opposizioni, inoltre, le soluzioni proposte dall’amministrazione sarebbero impercorribili, come quella di spostare il Brt o quella di differenziare l’orario di ingresso a scuola degli studenti, per alleggerire il traffico nelle ore di punta.”Bianco ha solo preparato un colpo a effetto – prosegue Alessandro Messina, capogruppo di Tutti per Catania – ma non ci ha spiegato le reali motivazioni alla base della scelta di abbattere adesso, motivazioni che noi pretendiamo di conoscere”. Ma è l’esperto in materia di mobilità dell’ex sindaco Stancanelli, Giacomo Guglielmo a rincarare la dose ribadendo ciò che, sin dall’annuncio dell’abbattimento del cavalcavia, aveva pubblicamente detto. “Non si può assorbire il flusso di traffico in un unico livello – sottolinea ancora una volta – e, quando fu stabilito di optare per il consolidamento, la decisione fu presa proprio per la consapevolezza che i flussi veicolari non sarebbero stati smaltiti da una rotonda. “Si parla di realizzare il sottopasso in via Caronda – afferma – ma per farlo occorreranno almeno due anni e fondi sufficienti. Nel frattempo, però, la città non può reggere il traffico senza i sottopassi. Insomma – conclude provocatoriamente – converrebbe davvero rifare il ponte che costerebbe circa 1 milione e 200 mila euro. Si farebbe minor danno erariale, in 200 giorni, si potrebbe completare il tutto.

“Non credo di dover rispondere a questo genere di provocazioni – risponde Bosco che sembra quasi perdere la sua solita calma. Io credo che questi “scienziati” potrebbero dedicarsi alla politica, così come è giusto che facciano. L’opposizione ha il diritto e il dovere di esercitare le critiche, ma quando sono di tipo costruttivo. Per rispondere, comunque, a quanto affermato stamattina dai rappresentanti dell’opposizione – prosegue – voglio sottolineare che nella delibera 101 del 2012, in cui la giunta Stancanelli proponeva il consolidamento del ponte, ha riferito che “Le opere di adeguamento della circonvallazione non sono ulteriormente differibile e ogni ulteriore indugio è foriero di danno economico e nocumento per l’amministrazione. Insomma, anche la scorsa amministrazione si è resa conto che ogni perdita di tempo avrebbe comportato un ulteriore danno, ma non è riuscita a programmare nulla”.

Quel documento, però, approvava una spesa di circa 2 milioni e 200.000 euro per il consolidamento del cavalcavia del Tondo Gioeni, che non venne mai inserita in bilancio. “A quella spesa si sarebbero dovuti, inoltre, aggiungere i costi, non quantificati, di un abbassamento della sede stradale della circonvallazione di 90 centimetri – evidenzia l’assessore - tutto denaro che il Comune non possedeva”. Bosco sottolinea come la “patata bollente” sia stata affrontata con abnegazione, come non si poteva optare per il consolidamento e come sia in fase avanzata di studio il progetto per la realizzazione del sottopasso di via Caronda, che dovrebbe essere inserito all’interno del Piano triennale delle Opere pubbliche, per cui però ancora non sono stati stanziati i fondi dalla Regione. Anche se l’assessore avrebbe “promesso” i soldi, proprio di fronte all’esigenza della città. “Alla fine Catania avrà un nodo più sicuro e funzionale”. Il resto, per l’assessore, sono chiacchiere.

Anche l’assessore alla Viabilità, Saro D’Agata, risponde ai consiglieri dell’amministrazione, soprattutto per quanto riguarda l’urgenza che ha “costretto” l’amministrazione Bianco a optare per l’abbattimento. “Siamo di fronte – ha detto D’Agata - all’ennesimo tentativo di sviare l’attenzione dagli sforzi incredibili che stiamo compiendo per rimediare agli errori e agli orrori, agli immobilismi e alle inettitudini della precedente amministrazione – afferma. Non c’era altra scelta – spiega ancora – e eravamo costretti ad agire. L’alternativa abbozzata e coltivata dalla passata amministrazione, di consolidare il ponte, avrebbe creato maggiori danni alla città”. D’Agata evidenzia come verrà intensificato il controllo da parte dei Vigili Urbani, in particolare nelle ore di punta, e come l’amministrazione stia mettendo in atto alcuni accorgimenti per alleggerire il traffico e fluidificare la viabilità. “Lo sapevamo tutti e noi ci scusiamo ancora – ma stiamo facendo di tutto per allevare i disagi”. Ma la preoccupazione per quello che succederà lunedì con l’apertura delle scuole, o alle prime piogge intense, rimane alta.

 

 


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