Live Sicilia

L'intervista

Nello Musumeci incalza Bianco:
"Luna di miele terminata"


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CATANIA. Tra Crocetta e Bianco, Nello Musumeci presidente della commissione regionale antimafia, non le manda certo a dire. Si dice deluso senza mezzi termini da quella che avrebbe dovuto essere la "rivoluzione regionale" da un lato e dalla "nuova primavera catanese" dall'altra. Una bocciatura senza appello per la sinistra in una analisi affidata a Live Sicilia dove il deputato regionale de La Destra parla, a cuore aperto, della rifondazione del centrodestra, del governatore siciliano, di Catania (e del Tondo Gioeni) e di, non poteva certo mancare, Raffaele Lombardo.

Presidente Musumeci, ripartite dunque nel fine settimana dalla convention di Sant’Alessio.

“E’ un appuntamento ormai tradizionale: una volta l’anno la nostra comunità politica si incontra per confrontarsi, discutere e conoscersi meglio. Per quest’anno abbiamo scelto la cittadina della riviera jonica e l'incontro assume, come appare ovvio, un rilievo particolare per il momento politico che si vive nel centrodestra e per le tensioni nella maggioranza di governo della Regione. Ma dal nostro meeting vogliamo anche lanciare temi nuovi e fornire stimoli per definire una strategia ed una prospettiva di lavoro nella nostra Isola”.

Ma è nel prossimo fine settimana che darete il via alla costituzione di un nuovo soggetto politico a destra?

“Noi stiamo lavorando alla nascita di un soggetto nazionale unitario, che rimetta assieme le identità di chi ha fatto la storia della destra politica in Italia. In questo senso, il nostro segretario Storace ha avviato un confronto leale con Alemanno, Urso, La Russa, Nania e con la giovane Meloni: speriamo si raggiunga l'intesa. Ma nel frattempo è chiaro che noi non possiamo trascurare la specificità siciliana, seppure in una prospettiva nazionale”.

Che contributo contate di dare?

“Vorremmo essere un innesto fecondo in questo nuovo albero della destra che vogliamo mettere a dimora e che speriamo diventi vigoroso. Crediamo di avere sufficienti energie umane qui in Sicilia, per poterlo fare. Il governo di sinistra guidato da Crocetta ha ancora di più mortificato la peculiarità dello Statuto speciale: noi abbiamo il dovere di rinvigorire il nostro progetto di rilancio dell’autonomia regionale".

Un progetto ambizioso.

“Ambizioso, certo: ma anche unica strada percorribile per ridare protagonismo alla Sicilia e per avviare una nuova stagione di crescita e di sviluppo”.

Eppure, i suoi alleati del Pdl appaiono immobili: fermi su se stessi.

“Io non sono abituato a parlare dei miei amici alleati e tanto meno a fare pagelle. Obiettivamente, riconosco la necessità di rilanciare l’azione politica alternativa al governo di sinistra che continua a suscitare delusioni ed a determinare una pericolosa situazione di stallo nell'Isola”.

Allude alla coalizione che sostiene Crocetta?

“E’ chiaro che il Pd ha presentato all’incasso la cambiale in bianco firmata da Crocetta alla vigilia delle elezioni ed ora c’è il pericolo che l’impegno preso non venga onorato. In buona sostanza, il Pd vuole sapere se di questo governo cosiddetto rivoluzionario deve considerarsi spettatore o co-protagonista”.

Mi pare di carpire, presidente, una sua allusione a possibili elezioni anticipate. O no?

“A scanso di equivoci dico che non lavoriamo per le dimissioni del governatore: sarebbe un errore, perchè così Crocetta avrebbe facile gioco nel fare la vittima e denunciare una sorta di accerchiamento e condizionamento dei partiti. Io credo, invece, che il presidente dovrebbe mettere da parte la sua arroganza, smetterla con gli annunci ad effetto, venire in aula, indicare e concordare tre o quattro priorità, con un calendario ben definito e chiedere a tutto il parlamento di sostenerle. Priorità per tentare di rilanciare l’economia, l'occupazione, la produttività e quindi i consumi.”.

E dopo?

“Se entro un determinato spazio di tempo Crocetta non dovesse raggiungere gli obiettivi, sarà inevitabile trarne le conseguenze, a cominciare dagli stessi partiti che lo hanno candidato. Non vanno offerte scorciatoie, alibi e pretesti: Crocetta ha voluto la bicicletta? Adesso pedali. E se non ne è capace, abbandoni la corsa."

Giudica in uguale maniera anche l’inizio dell’esperienza di Enzo Bianco a Catania?

“Finita la luna di miele, Bianco - che dice di essere un convinto sostenitore di Crocetta - deve adesso dimostrare di sapere fare meglio e più della precedente amministrazione di centrodestra. Si ripropone a Catania lo stesso quadro regionale: siamo ancora alla stagione degli annunci. Ma con qualche defaillance”.

Come ad esempio?

“Come ad esempio, il Tondo Gioeni. Una questione affrontata con superficialità e fretta: il rimedio trovato si è rivelato finora peggiore del male. Per farla breve, anche a Catania, a mio avviso, serve una forte mobilitazione di tutte quelle forze che si definiscono alternative alla sinistra”.

Fatto sta che nel centrodestra etneo, non si respira un’aria di rivoluzione.

"Non serve la rivoluzione, ma la voglia di ritrovare fiducia, di creare ottimismo ed apparire credibili agli occhi della gente. Sono convinto che nei prossimi giorni dovremo ritrovarci attorno ad un tavolo per concordare una strategia che tenda a interpretare la maggioranza morale dei catanesi e più in generale dei siciliani. Perchè al di là dei numeri e dei risultati elettorali, la maggioranza della gente in Sicilia non sta con questa sinistra rancorosa, litigiosa e prigioniera del proprio dogma”.

Eppure, La Destra è scomparsa dall’assise catanese.

“Si è trattato di un risultato ingeneroso perchè Gemma Lo Presti e Manfredi Zammataro meritavano di tornare a sedere in consiglio comunale, per l’incisività dimostrata nei passati cinque anni. Ma l’opposizione si può fare anche restando fuori dall’aula consiliare”.

A proposito di rilancio del centrodestra: ha sentito di recente Raffaele Lombardo e Giuseppe Castiglione?

“No, non ci siamo nè sentiti, nè visti. Ma, intanto, Lombardo deve chiarire se sta col centrodestra o con la sinistra”.

L’ex governatore qualche tempo addietro aveva detto: “Mai più con la sinistra”.

“Eppure Lombardo e Miccichè hanno consegnato la Sicilia alla sinistra. Lo dico senza rancore personale, ma con tanta amarezza. Con Castiglione, che è impegnatissimo nel suo nuovo ruolo di sottosegretario, sarà inevitabile vederci presto per concordare un’azione di rilancio della coalizione e di tutte le forze politiche che non si riconoscono nel metodo di governo imposto da Crocetta”.


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