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protesta infuocata

Myrmex, i ricercatori:
"Brancoliamo nel buio"


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La protesta davanti al Palazzo Esa

La Regione non ha ancora dato risposte, e per la prossima settimana è atteso un incontro con gli assessori Borsellino e Vancheri.

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CATANIA – Un estenuante pellegrinaggio tra gli uffici e i bei palazzi della città, nella speranza di essere ascoltati finalmente da qualcuno, è quello fatto, oggi, dai dipendenti del Centro di Ricerca Myrmex, insieme a Margherita Patti, segretaria Cigl confederale provinciale per il comparto industriale; Giuseppe D’Aquila, segretario generale della Filctem Cgil; Giovanni Romeo, responsabile del comparto chimico Filctem-Cgil; Alfio Avellino, segretario Uil-Uiltec, e Giuseppe La Mendola, segretario provinciale Fialc-Cisal.

Protesta in prefettura



La prima tappa è stata dinanzi al Palazzo Esa. Dopo circa un’ora di attesa, non essendo stati ricevuti da nessuno, il folto gruppo decide di spostarsi dinanzi la Prefettura, ma neanche qui è andata meglio: il Prefetto, infatti, era momentaneamente assente. Tuttavia, il funzionario, che ha ricevuto i rappresentanti delle sigle, ha, comunque, spiegato ai presenti che, al più presto, avrebbe sollecitato chi di dovere, perché quanto prima venga dato corso ad un tavolo tecnico con tutti gli attori convolti nella vertenza.

L'incontro al Comune

E dopo l’interlocuzione mancata con il Prefetto, veniamo alla terza e ultima tappa, quella al Palazzo degli Elefanti.I dipendenti e sindacati, infatti, da tempo invocano un fattivo intervento da parte dell’amministrazione comunale, affinché non si permetta la chiusura di uno dei fiori all’occhiello del territorio catanese. “ Non ce andremo via da qui – spiega Margherita Patti - almeno fino a quando non avremo una data per un incontro, così come c’era stato promesso. Siamo ancora in attesa di risposte da parte del Governo regionale. L’esasperazione è ormai al culmine, non possiamo più andare avanti”.

E a ricevere i dipendenti e sindacati ci ha pensato Francesco Marano, segretario personale del sindaco, il quale si è immediatamente attivato, per contattare l’Assessore Regionale alla Attività produttive, Lidia Vancheri, che ad agosto aveva già incontrato le delegazioni delle sigle. E qualcosa sembrerebbe smuoversi, o almeno apparentemente: da Palermo, infatti, hanno promesso un secondo incontro, a cui prenderà parte, quasi sicuramente, anche l’assessore Regionale alla Sanità Lucia Borsellino. In serata, verrà comunicata la data certa dell’incontro, che si terrà la prossima settimana a Palermo.

Ma di fatto la situazione permane in una fase di stallo, e i ricercatori brancolano ancora nel buio. Lunedì, infatti, scadrà la clausola di stabilità occupazionale.  “Non ci ricordiamo più – spiegano arrabbiati i ricercatori – neanche come si tenga in mano una provetta. Siamo stati pagati per non fare nulla. Durante questi due anni, non abbiamo mai lavorato un solo giorno ad un progetto. Siamo stanchi e avviliti. Questa attesa è peggio di un’agonia. Speriamo che l’esposto già presentato alla Repubblica faccia il suo corso”.

 


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