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Scontro sul tondo gioeni

D'Urso: "Rischio catastrofe"
Mirone: "Nessun pericolo"


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Catania, rosario mirone, tondo gioeni, tucciod'urso, Politica
CATANIA - "Dilettanti allo sbaraglio". Non usa mezzi termini, al solito suo, Tuccio D'Urso, tra i fautori più convinti dell'abbattimento del cavalcavia del Tondo Gioeni - anche perchè da direttore dell'Ufficio speciale che stabilì la nuova veste della circonvallazione che prevedeva, appunto, proprio l'eliminazione del ponte, sarebbe stato divertente il contrario - bacchetta pesantemente l'amministrazione Bianco, colpevole di avere trasformato, a suo dire, un problema potenziale in uno reale.E non solo perchè, con la presenza del cantiere e l'assenza dell'alternativa al cavalcavia, quella zona di Catania è diventata una vera e propria trappola in alcune ore della giornata, non certo l'ideale in caso di calamità naturale, ma anche per come sono stati organizzati i lavori che, come affermato ieri dai rappresentanti della Commissione consiliare alla Viabilità, dureranno ancora almeno un paio di mesi.

"La soluzione, per il momento, è peggio del problema - spiega a LivesiciliaCatania D'Urso - perchè le cose andavano fatte nel giusto ordine, in modo da limitare al massimo pericoli e disagi. Bisognava per prima cosa realizzare la rotonda - prosegue - poi due torna indietro, prima e dopo il nodo Gioeni e solo alla fine abbattere il ponte, operazione per cui sarebbe bastata una notte. Lo abbiamo fatto con il ponte di Ognina - aggiunge: l'operazione durò un mese solo e i disagi furono ridotti al minimo".

Ma il vero e proprio grido di allarme che lancia D'Urso riguarda l'attuale situazione del cantiere, con il sottopasso stracolmo di detriti.  "Per eliminare un potenziale pericolo in caso di calamità - evidenzia - ne hanno creato uno imminente. Il cumulo di detriti ammassato nel sotto passaggio - spiega - ostruisce le grate del tratto iniziale del canale di cintura che convoglia le acque fino a Ognina e che, insieme al canale di gronda, il cosiddetto collettore C, costituisce il sistema per fare defluire la pioggia. Nel caso, che ovviamente non mi auguro ma che potrebbe capitare, di una nuova bomba d'acqua, come quella di febbraio scorso, il flusso investirà la città ma, stavolta, non si tratterà solo di acqua ma anche di fango e detriti". Insomma, D'urso ribadisce il concetto iniziale. "Si stanno comportando come dilettanti allo sbaraglio - conclude. Così come da dilettante mi sono affacciato io alla politgica, loro lo stanno facendo in materia di opere pubbliche. Mettano urgentemente tutto in sicurezza.

"Il progetto prevedeva il riempimento del sottopasso- risponde l'assessore ai Lavori pubblici, Luigi Bosco - e abbiamo dato indicazione alla direzione dei lavori di metter ein atto tutte le procedure per evitare problemi in caso di pioggia abbondante".

LA REPLICA. Rosario Mirone, direttore dei lavori, spiega a LiveSiciliaCatania di essere impegnato sin dall'apertura del cantiere nell'assicurare i massimi standard di sicurezza. "Abbiamo realizzato un muro di contenimento che mette in sicurezza tutta l'area che costeggia il sottopasso, per questo il materiale di riempimento di alta qualità acquistato da una cava non corre alcun pericolo di riversamento nelle vie cittadine nel corso di un nubifragio. Tutte le fasi dell'esecuzione dell'appalto sono state previste nella progettazione dell'opera e rassicuriamo che il completamento dei lavori avverrà entro 45 giorni dopo lo spostamento di un tubo di gas e alcuni cavi enel che attraversano il Tondo Gioeni".


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