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LE VERTENZE CATANESI

Cgil a Bianco e Crocetta:
"Subito fatti concreti"


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Da sinistra: Margherita Patti, Giacomo Rota, Angelo Villari, Ferruccio Donato e Giovanni Pistorio

St, Micron, Cesame, Myrmex sono solo alcune delle realtà che danno la cifra della difficilissima situazione sociale ed economica che vive la città. La Cgil invoca un intervento tempestivo dell’esecutivo regionale e un confronto con Bianco.

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CATANIA. Da eccellenze a occasioni mancate: La Cgil invoca un intervento urgente del governo regionale. St, Micron, Cesame, Myrmex sono solo alcune delle realtà che danno la cifra della difficilissima situazione sociale ed economica che vive la città. Ai tassi di disoccupazione preoccupanti e in continua evoluzione si sommano, infatti, “le eccellenze” non valorizzate e in crisi che spaziano dal settore agroalimentare a quello tessile passando per l’elettronica. Giacomo Rota, segretario confederale della Cgil catanese, ha fatto il punto sulle “possibilità di sviluppo mancate”: la St, “eccellenza con luci ed ombre che non investe più su Catania”, la Micron, “che rischia di vivere situazioni di riordino occupazionale con ricadute preoccupanti sul nostro territorio”.

Al centro della questione l’incapacità di intercettare fondi europei. Tra i settori in crisi Rota ricorda quello delle costruzioni, quasi fermo dal 2010, che ha visto migliaia di persone espulse dal mercato del lavoro nel giro di pochi anni e quello agroindustriale che non è riuscito a trasformare “un’eccellenza per antonomasia cioè l’arancia di Sicilia” in prodotto lavorato con una conseguenza evidente: “Alla prima crisi del mercato del fresco è finita”. Neanche il settore turistico sembra spiccare il volo, nonostante l’Etna sia stata riconosciuta patrimonio dell’umanità. La causa sono sempre gli investimenti. “Occorre smetterla con le polemiche ma avviare azioni di lobbing territoriale, serve un’ azione che renda appetibile investire qui” spiega Rota. Il bilancio dell’azione del governo regionale viene bollato come “una delusione”. Margherita Patti, segretaria Cgil confederale provinciale per il comparto industriale, ha chiesto a gran voce “la presenza delle istituzioni” per risolvere i problemi che attanagliano “le eccellenze” catanesi in primo luogo la Myrmex. I ricercatori del centro sono sul piede di guerra tenuto conto che mancano pochi giorni alla scadenza della clausola di “stabilità occupazionale”.

Tutto tace sul fronte degli incontri istituzionali richiesti. Su un punto Patti è molto ferma: “Pfizer non può farsela alla larga”. Poi ci sono la Cesame, tutto fermo “a causa di fardelli tecnici che non trovano sblocco” e la Bronte Jeans: centosettanta lavoratori in mobilità e “nessuna istituzione che abbia provato a farsi garante di un marchio che poteva rappresentare una grande occasione di sviluppo per il territorio”.

Il malumore rispetto all’operato del governo regionale è palpabile. Angelo Villari, segretario generale della Cgil, lo dice a chiare lettere: “C’è una questione regionale che va affrontata. Basta proclami servono risposte a un dramma sociale”. Le colpe sarebbero di “un passato difficile” ma “manca la volontà di cambiare concretamente le cose”. Poi le assenze: quella della regione e “di una visione di sistema”. Argomento ripreso nel suo intervento anche dal segretario regionale Ferruccio Donato che ha aggiunto: “Il tempo è scaduto adesso fatti concreti perché in economia le perdite di tempo vengono pagate amaramente”. L’esecutivo regionale è avvisato. La giunta comunale non è esente. “Chiediamo alla giunta Bianco di accelerare i tempi del confronto sul rilancio dell’economia catanese che abbiamo richiesto in più occasioni”.


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