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Presto un sopralluogo

Ospedale di Giarre
I sindaci dalla Borsellino


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GIARRE. Si acuisce la tensione tra il commissario straordinario dell’Asp di Catania Gaetano Sirna e i sindaci del distretto sanitario 17. Al centro del braccio di ferro il destino dell’ospedale San Giovanni Di Dio e Sant’Isidoro di Giarre. Mentre una delegazione di rappresentanti dei dieci comuni dell’area ionico etnea si è spostata a Palermo per incontrare l’assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, al nosocomio di via Forlanini “si procedeva - così ha dichiarato il primo cittadino di Riposto Enzo Caragliano - “allo smantellamento di una parte del primo modulo di anestesia”.

In sostanza sarebbe stato avviato il trasferimento al presidio ospedaliero di Acireale delle apparecchiature più sofisticate presenti in una delle quattro sale operatorie del nosocomio giarrese. Un’azione ancora una volta duramente condannata. “Mentre noi eravamo a Palermo a rivendicare i nostri diritti – ha detto il vicesindaco di Giarre Salvo Patanè – l’Asp proseguiva con la spoliazione del nosocomio. Siamo stanchi di essere considerati il magazzino tecnologico di Acireale. E’ una vergogna. Un gesto che non fa altro che inasprire – ha concluso Patanè – i rapporti tra l’azienda sanitaria e i comuni”.

Parole condivise dal primo cittadino di Giarre Roberto Bonaccorsi, non presente all’incontro a Palermo per altri impegni istituzionali, che ribadisce quanto già espresso durante la riunione straordinaria dei sindaci del distretto. “Quello che sta succedendo – ha detto Bonaccorsi – conferma quanto già affermato. Si tratta della stessa strategia volta a depotenziare sempre di più la struttura”.

Nel faccia a faccia con l’assessore Borsellino la delegazione, formata dai sindaci di Riposto e Piedimonte Etneo, Enzo Caragliano e Ignazio Puglisi, dai vicesindaci di Giarre e Linguaglossa, Salvo Patanè e Nunzio Rosta, e dal presidente del consiglio comunale di Giarre, Francesco Longo, ha chiesto garanzie sul mantenimento dell’ospedale Sant’Isidoro.

“Abbiamo detto all’assessore – ha spiegato Enzo Caragliano - che non possiamo più accettare vie di mezzo. O il nosocomio si chiude, e la classe politica regionale se ne assume ogni responsabilità, oppure si mette nelle condizioni di essere funzionante, potenziando prima di tutto il pronto soccorso e la chirurgia”.

I sindaci hanno consegnato all’assessore Borsellino anche un’ampia documentazione fotografica, per mostrare le condizioni in cui versa l’ospedale, e la relazione sottoscritta da tutti i rappresentanti del distretto. L’assessore regionale alla Sanità, preso atto della situazione, avrebbe promesso di compiere entro breve un sopralluogo nella struttura per toccare con mano la realtà. “Non abbiamo bisogno di alcun confronto con il commissario dell’Asp, Gaetano Sirna – ha detto il sindaco di Riposto – Attenderemo la visita dell’assessore Borsellino e le mostreremo le condizioni in cui è ridotto il presidio”.

In realtà la richiesta di incontro con il commissario straordinario era già stata inviata dai sindaci all’indomani dell’assemblea straordinaria. Ma a dieci giorni di distanza dall’Asp è giunto finora solo un gelido silenzio.

 


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