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LA VERTENZA

Myrmex, ancora pochi giorni
per salvare il Centro di Ricerca


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Cresce l’ansia per i ricercatori del Centro di Ricerca Tossicologico etneo. Il 16 settembre, infatti, scadrà la clausola di salvaguardia occupazionale. Oggi protesta al Palazzo Esa.

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CATANIA- Come promesso archiviata la pausa estiva i ricercatori del Centro di Ricerca Tossicologico e Tossicogenomico Myrmex, sono di nuovo sul campo di battaglia. Non si sa se servirà a molto, ma almeno ci provano. L’unica cosa certa, al momento, è che mancano davvero una manciata di giorni al 16 settembre, data nella quale scadrà la famigerata clausola di “stabilità occupazionale”. Quest’ultima, infatti, imposta due anni fa, (durante l’accordo di cessione del ramo aziendale) dalla compagnia americana Pfizer all’azienda dell’avvocato pavese Gian Luca Calvi, ha permesso, finora, di mantenere inalterato il livello occupazionale del Centro. All’indomani della scadenza, dunque, non ci sarà più nulla che garantirà il futuro lavorativo dei ricercatori, insieme a quello del laboratorio di Ricerca, ex Pfizer oggi Myrmex, sito in zona industriale.

E per il momento anche dalla Regione, tutto sembrerebbe tacere. Ad agosto, infatti, alcuni esponenti delle sigle Cgil, Cisl e Uil, e dei relativi sindacati di categoria Filctem, Femca e Uilctem, erano stati ricevuti a Palermo, dall’Assessore Regionale alle Attività Produttive, Lidia Vancheri, la quale, dal canto suo, si era “impegnata a rivedere tutte le carte insieme al presidente Crocetta, per trovare una soluzione”. Ma tutti buoni propositi, evidentemente, sembrerebbero essersi arenati, “dobbiamo prendere atto – spiegano i sindacati – dell'assenza delle istituzioni, ma è oramai scontato che nelle prossime ore non si assisterà passivamente alla distruzione di un patrimonio prezioso per il territorio ed alla dispersione di competenze eccellenti". Dure dichiarazioni rilasciate a seguito di un’accesa e concitata assemblea tra sindacati e dipendenti, in cui sono stati letti i verbali depositati all’Ufficio Provinciale del Lavoro. “ Abbiamo ribadito – spiega Giuseppe La Mendola (Cisal) a LiveSiciliaCt – l’inadempienza della Myrmex rispetto a quanto promesso durante la fase di cessione”.

Secondo quanto affermato dai sindacati, infatti, la Myrmex, al momento dell’accordo e sulla base della delibera del 4 agosto 2011, s’impegnò ( con le parole) a sviluppare un piano industriale adeguato alla mission del Centro, che gli permettesse, concretamente, di attingere ai fondi regionali destinati, proprio, ai progetti imprenditoriali virtuosi. Ma la Myrmex, invece, società con sede nel milanese e specializzata, squisitamente, nella commercializzazione di protesi ortopediche, non avrebbe mai usufruito di tale opportunità. Ragion per cui, tra pochi giorni, i ricercatori, rischieranno di non avere più il loro posto di lavoro. “ A noi non risulta – attacca La Mendola – che l’azienda abbia mai presentato alla Regione o a Invitalia, un piano industriale o formalizzato un concreto progetto di ricerca che desse loro la possibilità di accedere alle risorse economiche a disposizione per l’azienda. Di questo non né abbiamo mai compreso le reali ragioni, ed il socio unico della Myrmex, in merito – aggiunge La Mendola – ha solo dato risposte evasive. Morale della favola: nessun finanziamento è mai arrivato, e tutto è rimasto bloccato. Siamo al corrente, della sua intenzione di partecipare al prossimo bando pubblico regionale, destinato a tutti i soggetti imprenditoriali. Naturalmente, - conclude – questo non può soddisfarci, perché contravviene agli accordi presi all’epoca della trattativa di cessione del ramo aziendale ”.

Per i prossimi giorni, dunque, ci sarà da aspettarsi, nuove mobilitazioni e clamorose forme di protesta.

 


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