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veglia per la siria

Catania accoglie invito del Papa
Gristina: “Che scoppi la Pace!”


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CATANIA – Piazza Duomo risponde all’invito di Papa Francesco di pregare e digiunare in favore della pace in Siria. Nonostante l’organizzazione lampo, erano in migliaia ieri alla veglia convocata dal vescovo Salvatore Gristina dinnanzi al portale della basilica cattedrale. Quello che si è unito al fianco del capo della chiesa catanese è ovviamente il popolo cattolico. Ma non solo. L’importanza del tema affrontato, nella sua drammatica urgenza, ha trasformato un incontro dedicato alla Vergine Maria, in una chiamata ecumenica di vasta portata. Accanto a Gristina, sul palco, vi era appunto padre Apollinare del patriarcato di Mosca e gli esponenti catanesi della altre confessioni ortodosse e riformate. Un chiamata interreligiosa che ha coinvolto inoltre la rappresentanza buddista locale e la comunità islamica di Sicilia, presieduta dall’imam Ismaele.

Un incontro dalla portata storica. Un evento nell’evento, dunque. “Grazie al Papa – ha detto dal palco il Vescovo di Catania- tutta l’umanità si sta ritrovando in uno straordinario momento di unità. Siamo qui affinché scoppi la pace. La piazza di stasera – ha sottolineato- è in piena sintonia con San Pietro e con tutti gli altri luoghi al mondo dove si sta pregando in contemporanea”. Nelle parole di Gristina traspare inoltre il valore di un digiuno che in prima battuta può apparire inefficace per contrastare la potenza delle armi: “Siamo consapevoli della nostra debolezza davanti a problemi così grandi, per questo però – ha aggiunto- siamo chiamati a mortificare la nostra volontà”.

L’insegnamento di Gristina ha però un destinatario preferenziale: i giovani. “Siate sempre nuovi e creativi nel volere un mondo diverso da quello che noi adulti vi stiamo consegnando. Questo è il vostro compito, questo – ha concluso- è nel vostro interesse”. E sono stati soprattutto i giovani, infatti, a rispondere fattivamente alla realizzazione dell’evento. Partendo dai membri delle associazioni agatine fino agli aderenti dei movimenti ecclesiali. Michele Odierna del gruppo di studio Formazione impegno sociale e politico non ha dubbi: “Il nostro primo impegno deve essere in favore della speranza della pace”. Anche Tancredi Bella di Comunione e Liberazione ha le idee chiare: “Il Papa ci ha chiamati e dobbiamo obbedirgli, soprattutto su temi tanto cari alla nostra realtà. L’Avsi, la rete di volontari vicina a Cl, è già impegnata per una raccolta di fondi in favore delle popolazioni siriane. Mentre dal Meeting di Rimini – spiega Bella- abbiamo lanciato un appello in difesa dei cristiani presenti in tutto il Medio Oriente”.

Non trattiene l’entusiasmo Giusi Brogna, del movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich, realtà in prima linea sul fronte del dialogo interreligioso: “è stato tutto molto bello. È importante che l’invito di Bergoglio sia stato accolto con fervore. Infondo –spiega- il desiderio di pace è insito in ogni uomo. Il dialogo è dunque possibile”. Anche il mondo della politica, a suo modo, si è unito all’evento di piazza Duomo. Saro D’agata, assessore all’ambiente, ha partecipato in forma discreta alla veglia di preghiera. Un silenzio in linea con le aspettative dell’evento.

 


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