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la morte di Angela Borromeo

La pioggia non ferma il corteo
"E' assurdo morire per uno scippo"


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Ad un mese dal tragico crimine costato la vita alla pensionata catanese, fiaccole in mano questo pomeriggio dalle ore 18: un corteo partito proprio da via Bramante, luogo in cui è avvenuto lo scippo, è stato organizzato dai sindacati di Polizia. Presenti associazioni e cittadini.

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CATANIA - La collanina d'oro che portava al collo era stata un dono dell’amato marito scomparso e l'avrebbe difesa con la sua stessa vita. Attimi concitati, era il 9 agosto, la violenza mette gli occhi addosso a quella collana, poi le mani. Muore così, dopo giorni di agonia, la 78enne Angela Borromeo, vittima dell'arroganza, dopo esser finita violentemente a terra a seguito di uno scippo. La pioggia non ferma il ricordo. Ad un mese esatto dall'accaduto è stata organizzata oggi una fiaccolata per dire “NO” al silenzio assordante che, nonostante gli sforzi delle Forze dell’Ordine, ha permesso di lasciare impunito lo scippatore-omicida della signora Borromeo.

Per le vie della Catania bene i sindacati di Polizia SIULP, SAP, SIAP, SILP CGIL, UGL Polizia, COISP, CONSAP e UIL Polizia sono partiti alle ore 18.30 proprio da via Bramante, luogo in cui è avvenuto lo scippo, per arrivare in piazza Giovanni Verga. All'evento, diffuso da qualche giorno, i sindacati di Polizia avevano invitato l'intera società civile catanese "chiediamo un semplice gesto volto a testimoniare solidarietà alla famiglia della signora Borromeo, provando a dimostrare che esiste ancora una Catania capace di indignarsi e alzare la testa rispetto a fatti così gravi" si legge nella nota diramata.

Addiopizzo, Libera, Vigili del Fuoco, l'Associazione Nazionale Magistrati, Cgil, Cisl, parrocchie, l'Advs, la Misericordia di Librino e tanti altri i gruppi che hanno preso attivamente parte alla processione, ma non è abbastanza: "gli stadi sono gremiti anche con temporali e bufere - commenta a LiveSicilia Catania Giuseppe Coco portavoce sindacati Polizia - la signora Borromeo meritava molta più attenzione dalla sua città". A dare il suo cordoglio anche il sindaco Bianco con l'assessore D'Agata. Tra la folla la figlia della signora Angela, sul viso ancora i segni della disperazione, vestita di nero abbraccia il marito sotto la pioggia.

La polemica. Seppur nella compostezza, infatti, non sono mancate le critiche. "È assurdo morire per uno scippo, è assurdo che nessuno abbia visto nulla - qualcuno accenna tra la folla - Inaccettabile, secondo gli organi della Polizia presenti, che sempre più spesso vengano proposti interventi legislativi che, paradossalmente, si pongano a garanzia di chi ha commesso un reato, a discapito della gente onesta: pessimo esempio - proseguono - di uno stato di diritto. Demotivazione, parola chiave più volte ripetuta dal portavoce Giuseppe Coco. "Ci sono provvedimenti e norme che sviliscono e demotivano le Forze dell’Ordine che vedono, sistematicamente, annullati gli sforzi e i rischi affrontati per garantire alla giustizia pericolosi criminali. Chiediamo, affermano i rappresentanti sindacali, certezza della pena e maggiore sicurezza per le nostre famiglie".

Tredici giorni di agonia. Questo il calvario vissuto dalla donna e dalla famiglia Borromeo prima dell'ultimo affannato respiro. Sofferenza e rancore enorme, poca voglia di parlare “Ce l’hanno strappata”, sussurrava la figlia nel corso del rito funebre. Dolore ancora più vivo al cospetto di una chiesetta semi vuota. Dolore che questa sera i presenti hanno tentato di alleviare col solo fatto di esserci. Scendendo in strada, nonostante il cielo grigio, portando in mano una candela. La candela del ricordo, ma anche della speranza, la cui fiamma nessuna pioggia mai potrà mai spegnere.


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