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le reazioni

Gioeni, gli ex amministratori:
"I disagi erano prevedibili"


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CATANIA - Il ponte non c'è più ma fa ancora discutere. Non si fermano, infatti, le polemiche e le frecciatine che i rappresentati della passata amministrazione comunale che, come è noto, aveva stabilito di consolidare il cavalcavia anzichè demolirlo, in risposta in particolare a quanto dichiarato a LivesiciliaCatania dall'attuale assessore ai Lavori pubblici, Luigi Bosco, su cosa avrebbe significato non demolire per la città. A volere mettere i puntini sulle i è Giacomo Guglielmo, l'esperto in materia di Mobilità dell'ex sindaco Stancanelli che più volte è intervenuto sulla faccenda, evidenziando le motivazioni che avevano spinto la passata amministrazione ad optare per non demolire l'opera.

"Avevamo previsto ciò che sarebbe accaduto - spiega Guglielmo - per questo l'amministrazione Stancanelli non ha abbattuto il cavalcavia e coperto il sottopasso, ed ha prodotto la variante al progetto di demolizione, sostenuta dalla certezza della resistenza del ponte attestata dalle prove sperimentali sui materiali. E' comunque inutile - sottolinea - ribadire ora le motivazioni e l'appello a riflettere che erano stati da me evidenziati già tempo fa: è però inaccettabile, a fronte degli evidenti risultati assolutamente negativi dell'operazione, sentire dire da parte della attuale amministrazione che l'adeguamento del cavalcavia avrebbe provocato maggiori disagi. Non risponde al vero che, in caso di risanamento del ponte, i disagi sarebbero stati maggiori, ed è comprensibile a tutti che sarebbero stati temporanei e legati alla esecuzione dei lavori e non a regime. Si pensi che in questo momento - continua - sono aperte tutte le corsie della circonvallazione, dunque l'effetto della rotatoria non compenserà mai i tre livelli preesistenti. Comunque, il risultato finale sarebbe stato il mantenimento dello snodo con separazione su tre livelli idoneo a gestire gli imponenti flussi di traffico".

Ad aggiungersi alla voce di Guglielmo, è quella dell'ex assessore all'Innovazione dell'amministrazione Stancanelli, Sergio Serafini che accusa la squadra di Bianco di "voler subito caratterizzarsi per la discontinuità con la precedente amministrazione". Anche Serafini vuole confutare quanto affermato al nostro giornale da Luigi Bosco. "Vorrei smentire l'assessore Bosco sulla necessità del consolidamento del ponte che è una delle falsità più assurde che si possano raccontare ai cittadini - afferma Serafini. L'Università di Catania aveva individuato nel ponte una delle strutture tra le più sicure di tutta la città, l'esigenza di abbatterlo è, quindi, solo e solamente politica. Quella stessa politica che ora deve prendersi la responsabilità di questo disagio vergognoso. Noi creammo qualche mese di disagio, ma lasciammo in eredità un servizio come il BRT che è tra i più graditi e apprezzati dai cittadini - prosegue - mentre loro hanno abbattuto il cavalcavia senza avere un piano serio e alternativo del traffico e comunque prevedendo di aumentare il debito già molto pesante del Comune di Catania. E' bene che i cittadini sappiano - conclude - che hanno perso l'occasione di avere un'amministrazione rigorosa e non prona ai poteri forti e agli interessi particolari a discapito di un'amministrazione interessata a costose operazioni d'immagine. Sempre che queste non diventino un boomerang. Ora è bene che i responsabili rispondano di questo scempio e si prendano le proprie responsabilità. Ponendo veloci correttivi o dimettendosi. In politica, come nella vita, chi sbaglia deve pagare".

L'intervento del Pdl. “E’ ormai acclarato che gli unici catanesi a non aver previsto la totale paralisi del traffico cittadino causata dall’improvvido abbattimento del Ponte Gioeni, e dalla totale mancanza di un piano per la circolazione veicolare, siano stati il sindaco Bianco e i suoi assessori.” Lo dichiarano Manlio Messina, capogruppo del PdL a Palazzo degli Elefanti, Mario Chisari, capogruppo di Grande Catania, e Alessandro Messina capogruppo di Tutti per Catania, commentando quello che è sotto gli occhi di tutta Catania: il totale fallimento dell’ Amministrazione comunale riguardo al tondo Gioeni.

“Mentre la città è già paralizzata nonostante debbano ancora aprire le scuole - continuano i capigruppo di opposizione - con l’impossibilità perfino per mezzi di soccorso di transitare celermente per il tondo Gioeni, e con anche le altre zone di Catania che subiscono gli effetti negativi alla circolazione causati dal ‘tappo’ creato alla circonvallazione, l’Amministrazione comunale senza nessuna vergogna annuncia una riunione per venerdì al fine di correre ai ripari ai danni da essa stessa causati.”.

“I timori che come opposizione esponemmo sin dal primo colpo di piccone al ponte Gioeni si sono tutti trasformati in realtà e disaggi per i catanesi - spiegano Manlio Messina, Mario Chisari e Alessandro Messina - e non sarebbe potuto essere altrimenti innanzi all’incomprensibile fretta di abbattere un ponte sano e affatto pericolante, come riportato dagli studi dell’Università di Catania, per sostituirlo con una rotonda che ancora prima di nascere si sa già sarà insufficiente a smaltire il traffico, si pensa addirittura a un sottopassaggio da costruire con la spesa di altri soldi pubblici, e a tutto questo deve purtroppo aggiungersi la totale mancanza di comunicazione ai cittadini da parte dell’Amministrazione Bianco sulla durata del ca ntiere, la mancata previsione di un ben ponderato piano di circolazione veicolare alternativo, e la superficialità con cui si è affrontato il problema dei sottoservizi della zona”. “Bianco prima di prendere l’improvvisa decisione di abbattere il ponte Gioeni - concludono i capigruppo - avrebbe fatto bene a rammentare il proverbio che vuole la gatta frettolosa fare i gattini ciechi“.

La replica dell'assessore Bosco. “L’Amministrazione comunale – scrive Bosco -  al suo insediamento, ha ereditato la problematica del nodo Gioeni che imponeva una scelta complessa e immediata. Diversi fattori influivano sulla valutazione. E comunque, alla fine, si proponevano tre opzioni. La prima era quella di lasciare tutto immutato, rinviando le operazioni di un anno e sperando nella buona sorte. La seconda era quella di consolidare il ponte, così come avrebbe voluto fare l’amministrazione precedente con un esborso non finanziato dalla Protezione civile di circa due milioni e trecentomila euro, oltre ai necessari, complessi e non quantificati lavori di abbassamento del livello stradale sottostante e della difficoltosa messa a norma del sottopasso. La terza opzione era quella attuata: dare prevalenza all’aspetto della prevenzione sismica e della sicurezza e dunque demolire subito il cavalcavia e costruire la rotatoria, nell’ambito del progetto originario finanziato dalla Protezione civile. Quel progetto originario, peraltro, prevedeva anche la realizzazione di un sottopasso tra via Caronda e via Grassi. Ma il denaro per il sottopasso, durante le precedenti amministrazioni, era stato utilizzato per alcuni lavori imprevisti. Pertanto, per realizzarlo, oggi, occorrerebbe presentare nuovamente il progetto di un sottopasso alla Protezione civile per il finanziamento e dunque per un nuovo appalto. E questa Amministrazione si sta muovendo proprio in questo senso. Poiché poi, senza il cavalcavia, il nodo Gioeni ha acquistato una nuova fisionomia, l’Amministrazione ha pensato ad abbellirlo lanciando un concorso internazionale d’idee per definirne l’assetto architettonico e artistico”.

“Fin qui – aggiunge Bosco - la vicenda. E tutto il resto è sterile polemica. Tutti sappiamo e abbiamo sempre saputo che un cantiere aperto in un nodo pulsante della città comporta dei disagi alla circolazione stradale. Ed è di tutta evidenza che un abbattimento è ben più rapido di un consolidamento: in quest’ultimo caso i disagi gravi per la circolazione, con la chiusura totale della circonvallazione, si sarebbero protratti per mesi e mesi. Sui problemi legati al traffico, peraltro, c’è sempre stata, da parte dell’ Amministrazione Bianco, un’attenzione costante e puntuale tesa a  ridurre i disagi attraverso interventi mirati, articolati e rapidi. Ed è quello che stiamo continuando a fare, coinvolgendo diversi assessorati, alla luce del prossimo inizio delle attività scolastiche che induce un notevole incremento del traffico in città. Siamo certi – conclude l’Assessore - che al termine di questo percorso, Catania avrà un nodo più sicuro sotto il profilo sismico, capace di smaltire notevoli flussi di traffico e anche più pregevole dal punto di vista architettonico e artistico".


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