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Veglia in piazza duomo

Catania si unisce al Papa
Oggi digiuno della pace


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Il vescovo di Catania, Salvatore Gristina, fa sue le preoccupazioni di Papa Francesco sulla crisi siriana. Sabato sera in Piazza Duomo si terrà una veglia di preghiera per la pace presieduta dallo stesso capo della Chiesa catanese. Mons. Scionti: "Il digiuno non è affatto un gesto di protesta, ma di penitenza".

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CATANIA - “Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace!". Si unisce all'appello disperato di Papa Francesco, lanciato domenica scorsa durante l'angelus contro il possibile intervento militare franco-americano in Siria, la Chiesa catanese. Il vescovo Salvotore Gristina ha rivolto infatti un invito speciale a tutti i credenti, ed in particolar ai devoti agatini, di unirsi sabato in preghiera e sperimentare congiuntamente l'azione penitenziale del digiuno. Una chiamata che prenderà forma in due eventi liturgici promossi dalla stessa Diocesi. Alle 10 del mattino sarà celebrata, infatti, una messa nella cappella dedicata a sant'Agata all'interno della Cattedrale. Per le ore 21, invece, è organizzata una grande veglia in Piazza Duomo, presieduta dallo stesso Gristina. Un raduno convocato al di fuori delle mura delle singole parrocchie, per venire incontro alle tante richieste arrivate in Curia di unirsi all'iniziativa di Bergoglio.

Monsignor Barbaro Scionti, parroco della Cattedrale



"Credo che le parole del Papa, ma anche e soprattutto le espressioni del suo volto, ci hanno fatto comprendere in maniera inequivocabile la drammaticità della crisi in corso e suoi rischi per tutta l'umanità", lo riferisce a LiveSiciliaCatania monsignor Barbaro Scionti, parroco della Cattedrale. "L'iniziativa del Pontefice è ha dunque un fortissimo valore. Anche la richiesta del digiuno - sottolinea il prelato- è assai significativa. Per noi cattolici è un modo per riconnetterci al valore del Mercoledì santo, giorno in cui tutta la comunità credente è chiamata a mettere al centro la misericordia, la preghiera e appunto il digiuno".

Attenzione, però, Barbaro Scionti ci tiene a sottolinearlo: "Il digiuno non ha nulla a che vedere con una qualsiasi forma di protesta. Il suo valore è tutto nella penitenza. Nella privazione - spiega il parroco della Cattedrale- ci accorgiamo di cosa realmente abbiamo bisogno. Come dice il Vangelo: 'Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio'. Bisogna dunque comprendere pienamente la bellezza di questo passo". Quella del Papa resta comunque una iniziativa, che sotto il profilo spirituale, porta in se un contributo alla ricerca di una soluzione politica del conflitto siriano: "Per quanto bisogna rispettare lo sforzo dei diplomatici, nella richiesta del digiuno ogni pretesa della diplomazia viene superata e riletta in una nuova chiave, quella appunto dell'essenziale e della sofferenza. In questo esercizio, ciò che viene chiesto in particolare ad ognuno di no,i è di rinunciare, almeno per un giorno, a qualcosa a cui siamo particolarmente legati. Un piccolo sforzo -conclude Barbaro Scionti- che ci rende consapevoli che ciò di cui abbiamo realmente bisogno non è sicuramente la guerra ".

 


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