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LIBERAL PD

A Catania prove generali
del "Pd dei sindaci" di Renzi


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Il sindaco Bianco e il ministro Delrio

“Rilanciamo i comuni, innoviamo l’Italia”. L’iniziativa dei Liberal Pd guidati da Enzo Bianco chiama a raccolta i renziani catanesi. Presente il Ministro Delrio che questo pomeriggio aveva partecipato a una riunione della Giunta comunale.

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CATANIA. Prove generali del “Pd dei sindaci” immaginato da Matteo Renzi. “Rilanciamo i comuni, innoviamo l’Italia” il tema dell’evento, organizzato dai Liberal Pd siciliani capitanati da Enzo Bianco, è già un programma politico. Quello di Renzi. L’ospite d’onore del convegno, del resto, è il Ministro Delrio, renziano doc ma non dell’ultima ora. Lo stesso vale per un altro ospite: Davide Faraone. Il deputato, a margine dell’incontro, risponde divertito a LiveSiciliaCatania in merito ai numerosissimi endorsements che il sindaco sta ricevendo anche dalla “vecchia guardia” che lo ha spesso e volentieri criticato. “Noi abbiamo sempre mantenuto le stesse parole d’ordine da cinque anni a questa parte. Dalla Leopolda di Firenze fino ad oggi Matteo Renzi non ha cambiato una sola delle cose che ha detto sulla necessità di ricambio della classe dirigente per rinnovare il Paese”. Poi la stoccata: “Perché abbia ottenuto il sostegno di alcuni di quelli che lo hanno chiamato fascistoide o berluschino? E’ una domanda che deve fare a loro più che a me”. Poi è la volta di Delrio.

Il Ministro per gli Affari Regionali veste il doppio ruolo di renziano doc ed esponente del governo Letta. Un ruolo non facile tenendo conto che il sindaco di Firenze non pare ami troppo “il governo delle larghe intese”. “Renzi - dice Delrio- si è iscritto alla gara dei cento stile libero. Nessuno deve pensare che stia meditando di fare i cento dorso. Adesso si occupa della segreteria in piena lealtà con il governo Letta”. E aggiunge: “La segreteria di Renzi rafforzerà il governo Letta”. Una risposta diplomatica arriva anche sui renziani dell’ultima ora. “Se aderiscono uomini liberi che sanno di entrare in un gruppo che non vuole correnti ma desidera cambiare il partito penso che questo vada bene. L’importante è che non ci sia la riproposizione delle correnti ma che esista un progetto chiaro. Sono tutti benvenuti. Il confronto delle idee invece fa bene al partito e al Paese”. Delrio immagina un congresso, non uno scontro: “Un confronto di idee” dal quale ripartire tenendo salda l’unità del partito (che vorrebbe federale e rispettoso dell’autonomia dei territori). Sull’adesione di big siciliani come Orlando (che incontrerà domani in veste istituzionale per discutere di città metropolitane) non si sbilancia, ma in fondo un po’ se ne compiace. Più entusiasta dell’adesione dei Liberal. “Il gruppo di Bianco può fare un lavoro importante; può esistere una sinistra capace di declinare il liberalismo in modo tale da potere conservare la parola d’ordine di tutte le sinistre del mondo: uguaglianza e pari opportunità”.

Mauro Manganò, Salvatore Fallica, Enzo Bianco, Graziano Delirio, Davide Faraone



Il sindaco Enzo Bianco raccoglie l’invito e non fa mistero dell’intesa con il collega fiorentino. “Questa è l’evoluzione della politica che per essere adeguata ai bisogni dei cittadini deve sentire i problemi veri. Il fatto che oggi molti sindaci siano vicini al disegno di Matteo Renzi di cambiare la politica e spingere verso un senso di maggiore concretezza è certamente un segno della voglia di voltare pagina”. “Qui in Sicilia- aggiunge Bianco- questo progetto è forte e i Liberal siciliani lo vogliono incoraggiare. Nel mese di ottobre faremo una riunione nazionale dei Liberal Pd alla presenza di Matteo Renzi in cui ascolteremo le sue riflessioni e proposte di cambiamento del governo del Paese”.

E il primo punto dovrebbe essere uno stretto collegamento tra comuni e governo centrale, prova ne è quanto emerso dalla riunione di giunta alla quale ha preso parte, oggi pomeriggio, il Ministro Delrio. “Abbiamo chiesto al Ministro un’attenzione adeguata e particolare nei confronti del ruolo che le grandi città possono avere per trainare lo sviluppo di questo Paese” spiega Bianco. “In questi anni c’è stato troppo regionalismo e troppa poca attenzione verso le amministrazioni comunali”. A partire dai fondi comunitari destinati alle regioni e non ai comuni. “Abbiamo chiesto – prosegue- un’ adeguata attenzione per questa città, per la nota e delicata situazione finanziaria che la riguarda e sul fatto che il Comune non abbia potuto utilizzare, per responsabilità della vecchia amministrazione, i fondi relativi al decreto per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione”.

A questo punto gli scenari possibili sono ancora in via di definizione. Bianco esce sicuramente rafforzato dalla sua elezione a sindaco, ma Catania non è la Sicilia. Chissà quale ruolo giocherà il Megafono nel delinearsi di nuovi equilibri in casa Pd.


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