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Emergenza Migranti e welfare

Trojano a tutto campo:
"Senza risorse per i minori"


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L'assessore Trojano durante l'ultimo sbarco al Porto

Il titolare dell'Armonia sociale spiega a LivesiciliaCatania quali sono le difficoltà del Comune sul fronte delle emergenze sociali, a partire da quella che riguarda i migranti fino alla situazione di indigenza in cui versano centinaia di famiglie catanesi. (foto Orazio Di Mauro)

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CATANIA - E' il titolare della delega al Welfare e dell'Armonia sociale, ma in questi giorni si trova impegnato, così come le altre istituzioni cittadine, nell'affrontare l'emergenza migranti che, a differenza del solito, vede Catania tra le mete di sbarco. Fiorentino Trojano, 60 anni, psichiatra, da sempre impegnato nel volontariato, spiega a LivesiciliaCatania le difficoltà contingenti e i progetti futuri in materia di servizi sociali e assistenza posti in essere dall'amministrazione Bianco.

Assessore, siamo nel pieno dell'emergenza migranti e il Comune di Catania è messo a dura prova da questo fenomeno cui non è certamente abituato. Come siete organizzati?

Dal punto di vista tecnico, abbiamo il compito dell'accompagnamento dei minori non accompagnati nelle strutture accreditate e il Comune si fa carico delle fatture, per cui il primo problema per l'Ente è di ordine economico. Il fenomeno sta diventando esplosivo perchè, in media, il 35 per cento delle persone che arrivano sono minori e il Comune non ha la capacità economica. Attualmente stiamo comunque ricoverando i minori non accompagnati e vedremo come il Governo ci sosterrà. Credo che, di qui a breve, potremo fare richiesta di riapertura del fondo dell'emergenza nord Africa perchè questo impegno finanziario non può essere delegato agli Enti locali che non sono attrezzati per rispondere all'emergenza di carattere umanitario.

Passando dall'emergenza internazionale a quella locale, qual è la situazione di Catania per quanto riguarda le povertà e le necessità delle numerose famiglie indigenti o con serie difficoltà? E come si sta organizzando il Comune per dare risposte?

Il primo livello di programmazione è quello, già annunciato dal sindaco Bianco, della messa in rete delle associazioni del volontariato. Ci stiamo dunque attrezzando per costituire il coordinamento di tutta la rete delle associazioni del volontariato, che già ha dato i suoi frutti, ad esempio, relativamente alla chiusura dell'Help center, consentendo di mettere in moto forze, energie e risorse che non erano connesse tra di loro. Si tratta ora di dare un'organizzazione strutturata a tutto questo e si sta pensando a un bando per la costituzione del comitato come organo ufficiale che si possa riunire periodicamente. Ma sul piano informale la rete è già operativa e il percorso è già stato avviato. In questa logica si colloca il progetto "Buoni fino all'ultimo", l'iniziativa presentata in Comune per creare una struttura che, da un lato, risponde alle politiche di lotta alla povertà, con il contributo degli ipermercati e, dall'altro, dà un segnale di lotta contro lo spreco di cibo.

L'estate è agli sgoccioli e, come ogni settembre, è possibile che tornino le manifestazioni, considerata anche la situazione dei conti del Comune. Come pensate di comportarvi di fronte alle eventuali proteste di chi, ad esempio, non percepisce stipendio?


Tensioni ce ne sono state e anche in questo mese abbiamo dovuto affrontare problematiche di questo tipo. La situazione delle casse del Comune è nota a tutti ormai; noi siamo riusciti a tamponare, ma la situazione più delicata non riguarda i ritardi nei pagamenti quanto piuttosto ciò che comporterà il piano di rientro relativamente alla gestione dei crediti, che l'amministrazione sta cercando di salvare evitando il dissesto.

Quale situazione ha trovato relativamente ai Servizi sociali?

Ci troviamo inoltre di fronte a una situazione in cui, i tagli da una parte e ciò che è stato fatto dalla precedente amministrazione, hanno di fatto devastato le politiche di Welfare. Noi abbiamo gli asili nido ufficialmente chiusi, e stiamo tentando di salvarli: stiamo avviando un percorso che permetta alla città di mantenere le strutture e, addirittura, tenerle aperte anche a luglio e agosto. Anche dal punto di vista dell'assistenza, si è passati al 50% in meno dei bambini assistiti; abbiamo situazioni in cui le politiche di sostegno sociale sono state fortemente compromesse e noi stiamo cercando di trovare soluzioni a una situazione difficile. Il Welfare deve riuscire a trovare risorse dove è possibile e deve essere competitivo con il privato in termini di qualità e quantità.

Quali politiche pensate di mettere in campo per il sostegno dei soggetti disabili?

L'intenzione è quella di aprire il lavoro alla disabilità. Questa amministrazione si è posta l'obiettivo dell'inserimento lavorativo dei soggetti disabili, utilizzando le cooperative di tipo B. Su questo faremo un percorso specifico e il 6 settembre firmeremo il primo protocollo sulle politiche per la salute mentale con l'Asp: Catania sarà la prima città in Sicilia ad avere questa convenzione.

Per quanto riguarda l'emergenza abitativa, quali iniziative avvierete?

La tematica è tra le più delicate ed è chiaro che occorrerà proseguire con la programmazione: rispetto al discorso dei senzatetto e del bisogno di casa, cercheremo di andare avanti per obiettivi. Anche per questo, abbiamo stabilito con le organizzazioni sindacali di riunirci con scadenza regolare e calendarizzare gli argomenti da affrontare.

 

 

 

 

 

 


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