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INCHIESTE E SPESE FOLLI

Teatro Bellini, Di Liberto
si insedia tra i "veleni"


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Nelle ultime settimane l'ente teatrale dedicato al cigno catanese è stato investito da un vero ciclone. Le denunce di Crocetta sulle spese folli e le repliche dell'ex sovrintendente Fiumefreddo danno il benvenuto "carico di veleni" al neo commissario straordinario Alessandra Di Liberto il cui insediamento, previsto per oggi, è invece slittato a domani.

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CATANIA – Con le sue opere ha allietato le più prestigiose platee del mondo della lirica entrando di diritto nell’olimpo dei compositori. Vincenzo Bellini, starà assistendo dall’alto dei cieli, forse con un pizzico di tristezza, alla battaglia che si sta consumando nella sua città natale. Una guerra di nomine, comunicati, querele e annunci che ha poco a che fare con note e spartiti. A diventare protagonisti sul palcoscenico dell’antico teatro per ultimi sono il Presidente della Regione Rosario Crocetta e l’ex sovrintendente Antonio Fiumefreddo. L’ex primo cittadino di Gela nelle scorse ore ha fatto scattare una scintilla dalle conseguenze imprevedibili a cui si lega una vicenda con radici nel recente passato che coinvolge di riflesso nomi di spicco della politica siciliana e non.

Le “spese folli”. Il Governatore ha tirato in ballo in primis le cosiddette “spesi folli”. Acquisti in gioielleria, zuppiere, vassoi in ceramica, orecchini di corallo e perle insieme a gemelli e collane sarebbero alcuni tra i preziosi acquistati nel 2009 dall’ente lirico catanese e finiti nel mirino di Crocetta. Il primo inquilino di palazzo d’Orleans ha quindi posto una serie di interrogativi “Sono stati fatti dei regali? A chi? Vogliamo saperlo?”. Dubbi e perplessità a cui ha affidato una replica il noto penalista catanese Antonio Fiumefreddo, ex avvocato di Raffaele Lombardo, in passato candidato a sindaco di Catania e sovrintendente del teatro nel periodo incriminato su cui Crocetta ha battuto i pugni, “Si tratta di due paia di gemelli da camicia del valore di 150 euro donati a coppia – spiega tramite un comunicato stampa Fiumefreddo - , donati quale risarcimento, ad un direttore d’orchestra straniero di fama internazionale al quale, nei camerini del Bellini, durante le prove, erano stati rubati i propri, ed al Presidente della Repubblica che aveva voluto il bellini al Quirinale. Si tratta – prosegue il penalista - di alcune tazze con l’effigie di Vincenzo Bellini donate quale dono di rappresentanza ad alcune rappresentanze diplomatiche che avevano onorato il Teatro con la loro presenza. Ed ancora di un paio di orecchini donati ad un'ambasciatrice in visita al Teatro. Quindi, si tratterebbe di spese del tutto modeste e di ordinaria rappresentanza. Ma c'e un particolare: quei "gioielli" li ho pagati personalmente con un mio assegno di conto corrente, naturalmente già esibito nella sede deputata”.

Il nodo bilanci. A svelare i retroscena di questa delicata vicenda potrebbe essere un’attenta analisi dei bilanci dell’ente belliniano. Presunte difformità antecedenti il 2010 a cui l’ultima parola potrebbe spettare alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Catania. Dubbi e interrogativi su cui veleggia il futuro del teatro. I dipendenti hanno rivendicato il pagamento degli stipendi e avevano anche minacciato una protesta “in musica” ad oltranza. Il problema, secondo Crocetta, non era legato ai pagamenti dei contributi da parte della Regione. Il canale finanziario Palermo-Catania, a detta del Presidente della Regione era infatti bloccato proprio a causa della mancata regolarità dei bilanci. Giovedi, però, è arrivata la lieta novella dalla bocca degli stessi sindacati che su lasciapassare della deputata Concetta Raia erano stati ricevuti dal Governatore che, con i conti alla mano dell’assessore regionale Bianchi, ha assicurato l’erogazione dell’ultima tranche di 5 milioni e 500 mila euro. Proteste sospese e sindacati soddisfatti.

L’insediamento del neo commissario. Le spinose questioni e l’atmosfera dei veleni è passata di diritto nelle mani di Alessandra Di Liberto, nuovo commissario del teatro catanese che avrebbe dovuto insediarsi oggi: è tutto, però, slittato a domani. Il Presidente della Regione ha affidato l’ente ad un nuovo passaggio sotto amministrazione straordinaria evitando così la nomina del Cda e di conseguenza bloccando l’insediamento come Presidente di Enzo Bianco (ruolo che gli spetta di diritto poiché sindaco di Catania). Un ruolo, quello di guida dell’ente regionale, in passato assunto anche dall’attuale Ministro Anna Maria Cancellieri nominata dall’allora Presidente Raffaele Lombardo. Le vicissitudini legate al teatro non la risparmiarono. Indagata dalla Procura etnea per abuso d’ufficio e truffa per delle presunte consulenze inutili e costose. La ministra ha però sempre rimandato le accuse ai mittenti, sottolineando la sua estraneità ai fatti e tirando in causa proprio l’ex sovrintendente Fiumefreddo autore, come da lui sottolineato, della denuncia a carico della stessa.

La vicenda Gari. Sulle note di Bellini si è combattuta anche la vicenda a colpi di denunce al CSM, poi conclusasi con un nulla di fatto, sulla presunta incompatibilità con il ruolo di sovrintendente del Teatro di Rita Cinquegrana, in passato assessore della giunta Stancanelli, e il ruolo del marito, il compianto e apprezzato giudice Edoardo Gari, presidente aggiunto dell’ufficio Gip a Catania. Secondo l’associazione “Amici di Sud”, della quale faceva parte Fiumefreddo, il giudice poteva essere condizionato nel suo operato proprio in relazione alle inchieste sul Comune etneo in virtù del ruolo della moglie. L'esposto però non ha avuto seguito, stesso discorso per la richiesta di ricusazione di Gari nel processo Iblis, che Fiumefreddo ha presentato nella qualità di avvocato difensore del capomafia Pippo Ercolano: non è stata accolta.

I sindacati. Nella battaglia belliniana sono entrate di diritto numerose sigle sindacali che rapidamente si sono aggiunte con la loro versione nel calderone della polemica. “In tempi non sospetti – precisano le numerose organizzazioni sindacali - i gravi fatti a cui ha fatto riferimento oggi il presidente Crocetta (riferimento alle presunte spese folli) sono stati denunciati attraverso un voluminoso dossier inviato alla Procura della Repubblica di Catania”. Nell’eventuale procedimento giudiziario che potrebbe scaturire dalla denuncia, i sindacati hanno inoltre invitato Crocetta a far si che la Regione Siciliana si costituisca parte civile, un ruolo quello di parte lesa nell’accanita contrapposizione a cui ambisce anche l’ex sovrintendente Fiumefreddo. “La realtà – precisa l’avvocato catanese - è che la mia amministrazione è parte lesa di una vera e propria associazione che pretende di continuare a gestire il Teatro come cosa propria, sostenendo amministrazioni che si sono poste a tutela dei loro affari”.

Il blitz delle fiamme gialle. La travagliata vita del teatro belliniano solo qualche mese addietro era finita agli onori della cronaca per un presunto caso di assenteismo sul lavoro di 80 dipendenti, tra il 2006 e il 2011. Sotto la lente d’ingrandimento finirono non solo sospetti passaggi di badge ma anche appalti per lo sgombero dei materiali scenici, gettoni di presenza e promozioni. Un indagine che sarebbe partita dalle denuncia dell’ex sovrintendente Fiumefreddo “Tutto parte – spiegò nel maggio 2013 il penalista – da una delle cinque denunce che io presentai all’autorità giudiziaria”.

 


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