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la chiusura delle sezioni distaccate

Tribunali, Salvo Torrisi:
"Ma così la mafia si rafforza"


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Catania, chiusura sezioni distaccate, magistratura, salvo torrisi, tribunali, Cronaca
CATANIA. Il dado ormai è tratto. Improbabile, se non impossibile, che si possa in qualche modo tornare indietro. Dal 14 settembre prossimo la razionalizzazione pensata da Roma vedrà cancellare in un sol colpo le Sezioni distaccate dei tribunali della provincia di Catania. Ci si trasferisce nel capoluogo etneo: un esodo in massa di giudici, avvocati, carte e scartoffie. Con tutto ciò che ne consegue: a partire dal rischio di paralizzare ulteriormente la già sofferente macchina della magistratura.

“Purtroppo è così. Malgrado in commissione parlamentare e poi anche in aula, al Senato, avessimo più volte ribadito che la revisione delle circoscrizioni giudiziarie probabilmente non realizza quell’obiettivo di maggiore efficienza che il sistema giudiziario dovrebbe perseguire”, spiega a LiveSciliaCatania il senatore Salvo Torrisi componente della commissione parlamentare alla Giustizia.

Senatore, è dunque questa Riforma la soluzione ai costi della Giustizia?

“Tutt’altro. Anzi, rappresenta un momento di ulteriore difficoltà. La riorganizzazione o razionalizzazione, chiamiamola come vogliamo, va fatta: ma non nelle modalità in cui è stata proposta attraverso i decreti legislativi del governo”.

Alla base della Riforma vi è un miglioramento nella organizzazione complessiva del lavoro della magistratura.

“La chiusura delle sezioni distaccate complicherà l’organizzazione della giustizia ed anzi allontanerà i cittadini dalla giustizia”.

Si spieghi meglio.

“Guardi: il principio della giustizia di prossimità è un principio fondamentale per la salvaguardia dei diritti dei cittadini. Penso, tanto per fare un esempio, alle fasce più deboli della società che avranno serie difficoltà a rivolgersi alla magistratura. I costi lieviteranno concentrandosi tutti sul Tribunale di Catania. Aggiungo che questa Riforma viene sostenuta soltanto da un punto di vista del riordino ma non tiene conto dell’impatto socio-economico”.

Lei dice: i territori dove oggi vi sono le sezioni distaccate rischiano anche da un punto di vista economico. E’ così?

“Certamente. Non è stato condotto alcuno studio in tal senso. In quei territori dove insistono gli uffici giudiziari vi sarà un indebolimento socio-economico. La ricaduta riguarderà i professionisti, e non mi riferisco solo agli avvocati ma anche ai tecnici, ai consulenti, all’apparato commerciale e così via. Questa logica che si sta seguendo per la giustizia e che si vuole perseguire anche per i presidi sanitari e per gli uffici territoriali dello Stato ci porterà ad un ulteriore impoverimento”.

C’è anche un aspetto legato alla lotta alla criminalità organizzata ed alla mafia.

“Indiscutibilmente, in territori dove criminalità organizzata e mafia sono forti, questa Riforma porterà ad un ulteriore indebolimento dello Stato”.

Ipotizziamo che già dal 14 settembre la magistratura catanese possa rischiare l’intasamento?

“Questo non lo so. L’organizzazione non compete a me. Il Consiglio Superiore della Magistratura e l’Associazione nazionale magistrati sono a favore di questa Riforma: io, però, metto in dubbio il valore di efficienza della Riforma. Chiudere tutte le sezioni distaccate della provincia di Catania, a mio avviso, avrà solo una ricaduta inevitabilmente negativa”.


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