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LE DENUNCE

Lo scempio della Villa Bellini
Bianco: "Tornerà a splendere"


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Il giardino storico della città versa nel degrado. Una situazione denunciata da tempo, insieme al mistero ancora irrisolto dell’incendio che 12 anni fa distrusse il Chiosco Cinese. Intanto, il sindaco ha già effettuato un sopralluogo: “Sarà di nuovo il fiore all’occhiello della città”

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CATANIA. Dello splendore e della sontuosità di un tempo, purtroppo, non è rimasto molto. La storica Villa Bellini, da tutti chiamata a’ villa, versa in condizioni di triste degrado e decadimento. Una situazione che forse rappresenta, più di ogni altra cosa, l’emblema di una città non più in auge, come, invece, vorremmo che tornasse ad essere.

SOTTOPASSAGGIO DI CEMENTO COLLINA MUSICA



Una bellezza sbiadita e maltrattata, ma che non ha, certamente, lasciato indifferenti le molte associazioni e comitati, che da lunghi anni si battono, perché la Villa Bellini torni ad avere le cure che merita. “Sono passati quasi tre anni – spiega attraverso una nota il Comitato SOS Bellini – da quella inaugurazione ‘forzata’ del 23 settembre 2010 e lo stato di degrado e di depauperamento (forse irreversibile) in cui versa il Giardino Bellini è sempre più impietoso e sempre più distante dalla sua antica e peculiare bellezza”. Simbolo del degrado, secondo il comitato sarebbe la casina del Principe Biscari “trasformata in una vera e propria cloaca dove chiunque può accedere e fare i propri comodi. Casina – prosegue la nota - che doveva essere già restaurata, così come prevedeva il progetto aggiudicato tramite gara d’appalto e costato molto di più di quanto finanziato dalla Unione Europea”. Ma non si hanno più notizie neanche, “del labirinto ipogeo del Biscari, che si snoda sotto la collina sud, in quanto anche questa struttura rientrava tra le opere da restaurare e dunque finanziate dall’Unione Europea”.

Interno sottopassaggio



Ma la denuncia del comitato non finisce qui. “Altro scempio visibile – continuano – a tutti è il sottopassaggio in cemento armato (più volte vandalizzato anche in considerazione della sua mostruosità architettonica) non prevista dal progetto originario in quanto del tutto incompatibile con il Giardino storico e i conseguenti vincoli monumentali, ma edificata grazie ad una variante, rimasta sconosciuta a tutti per anni, presentata dalla progettista e – aggiungono  - approvata dalla Sovrintendenza nel gennaio del 2010”.

Ma il tasto più dolente rimane indubbiamente quello relativamente il Chiosco Cinese. Un capolavoro di architettura liberty, distrutto 12 anni fa in un incendio doloso. Un fatto avvolto ancora nel mistero, sul quale più volte si è chiesto di far luce, e di accertare, soprattutto, eventuali responsabilità. Una vicenda sul quale è intervenuto, senza mezzi termini, Alfio Lisi dell’associazione ambientalista FreeGreenSicilia. “Sono trascorsi ben dodici anni – spiega in una nota – (era il 25 agosto del 2001) dall’incendio, da allora solo una cappa di complice e responsabile silenzio da parte delle Istituzioni pubbliche della città. Molte le futili dichiarazioni da parte dell’Amministrazione comunale”.

Sono molti gli interrogativi posti da Lisi in merito alla vicenda, per esempio, se l’incendio fu cagionato da una reale matrice dolosa, o ancora se la notte dell’accaduto la villa fosse vigilata o meno. “I macigni che incombono – prosegue Lisi – sulle verità dei fatti che hanno coinvolto in modo pesante la nostra città nei decenni trascorsi, se non rimossi in tempo, condizioneranno per sempre, come già avviene, la crescita sociale, morale e culturale della stessa, e dunque di ognuno dei suoi cittadini. Una pagina nera della nostra martoriata città, un ulteriore scheletro nell’armadio dell’ingiustizia, a cui le autorità devono dare tutte quelle risposte - conclude - che i cittadini attendono da dodici anni”.

L’associazione ambientalista, infatti, insieme al Comitato SOS per la Villa Bellini, chiedono con fermezza alla nuova amministrazione, e al sindaco Bianco, che si faccia definitivamente luce sulla vicenda. Ma, soprattutto, che si istituisca una commissione d’inchiesta per i lavori mai finiti.

E l’amministrazione, dal canto suo, non ha tardato ad intervenire, e a mettersi immediatamente a lavoro. Il sindaco Bianco insieme all’assessore D’Agata, infatti, hanno già effettuato un sopralluogo, per combattere lo stato di degrado in cui versa il giardino, mentre una squadra di operai forestali sarebbe già a lavoro. “I Catanesi – ha detto Bianco – sono addolorati nel vedere la Villa in queste condizioni. Speriamo che in tempi brevi possa tornare a ospitare concerti nel palco della musica e altri tipi di iniziative. Ma pensiamo anche, per esempio, ad aree di sgambamento per i cani. Certo, sarà importantissima la vigilanza – continua il sindaco - e per questo intendiamo coinvolgere delle associazioni di volontariato. Io comunque ho dato appuntamento a tutti esattamente il 13 settembre, per fare il punto sui progressi fatti. Intanto ho dato disposizione – conclude - di ripristinare il datario floreale”.

 


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