Live Sicilia

verso il congresso dei democratici

Dopo la tensione pace fatta tra Bianco e Crocetta
Gli equilibri nazionali del Pd si giocano a Catania


Articolo letto 4.548 volte

bianco, Catania, crocetta, divorzio, matteo renzi, renzi, rosario crocetta, scandalo enzo bianco, teatro bellini, Catania, Politica
CATANIA. L'amore non è bello se non è litigarello. Tra Crocetta e Bianco sembra tornata la pace. Il divorzio alla fine è durato poco meno di 48 ore. L'idillio che sembrava essersi sopito di botto, dopo quella nomina regionale del Commissario del Teatro Bellini avvenuta in piena notte, è tornato. Il sindaco di Catania con una nota ribadisce il pieno sostegno al presidente della Regione. Bianco anzi elogia l'operato del Governatore “impegnato - scrive il primo cittadino del capoluogo etneo  - in una dura e coraggiosa azione di profondo cambiamento e di moralizzazione nella Regione siciliana".

E non manca la frase, quella, che sancisce la fine di ogni discordia. "In questa missione così determinata Crocetta - dichiara senza riserve Bianco - ha avuto, ha e avrà il mio incondizionato e convinto appoggio”.  L'ex senatore non dimentica il peso determinante degli "amici" del Megafono nella campagna elettorale che ha determinato la sua vittoria per la conquista di Palazzo degli Elefanti. “La lista del Megafono – ha aggiunto il sindaco - mi ha sostenuto nella campagna elettorale con un contributo insostituibile. E oggi nella mia Giunta vi è un impegno qualificato in posizioni di massima responsabilità".

Tornando sul Teatro Bellini, Bianco da piena fiducia all'operato del Governo Regionale, aggiungendo unità di intenti. "Condivido l'esigenza più volte espressa dal Presidente di fare luce in ogni meandro del sottobosco regionale. Anche il Teatro Massimo Bellini di Catania deve essere sottoposto a ogni accurata analisi. Ma l'obiettivo comune di Crocetta e mio è quello di un grande rilancio di una della più prestigiose istituzioni culturali e artistiche del Paese e della Sicilia”.

E sulla mancata nomina del Consiglio d'Amministrazione, quella che era apparsa chiaramente come uno sgambetto diretto proprio a lui, Bianco spiazza tutti: “Sono sicuro – conclude - come il Presidente mi ha più volte confermato, che prestissimo saranno nominati gli organi di gestione ordinaria del Teatro, che la Regione - effettuate tutte le verifiche - onorerà gli impegni assunti, cosicché il Teatro Massimo Bellini possa riprendere pienamente il suo ruolo tra i grandi enti lirici del Paese”.

Aspettare. Ancora.  Nel frattempo, però, è saltato il Festival Belliniano e nemmeno l’uscita con la quale il presidente si è quasi giustificato sugli scarsi trasferimenti dei fondi (“la Regione non può assegnare risorse a chi non ha i bilanci in regola. I bilanci vanno messi a posto”) ha sgomberato l’orizzonte da quelle nubi nere e dense pronte a scatenare una tempesta della quale si avvertono al momento solo le scariche di elettricità.

Questo perchè, in verità, la vicenda del Teatro Bellini è solo una parte della storia. Perchè se è vero che Bianco con la nota ha voluto sgomberare il campo. Comunque la verità è che tutto resta in stand by ed è quasi impossibile non vedere sullo sfondo, di quello che è diventato oramai un caso, la politica. Sul tavolo del risiko della politica, si sta giocando infatti da settimane una partita che coinvolge a pieno titolo gli equilibri del Pd nazionale. Quell’occhiolino di Bianco a Renzi non è proprio andato giù al governatore che ha reso pan per focaccia ritardando la nomina del cda del Bellini. Il tentativo di scalata al Partito democratico passa, del resto, anche dall’appoggio dell’amico Enzo.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php