Live Sicilia

INCONTRO CON IL SOVRINTENDENTE

Bellini, i sindacati: “La Regione
vuole declassare i teatri”


Articolo letto 3.705 volte
VOTA
5/5
5 voti

Catania, crocetta, teatro bellini, Teatro Massimo Vincenzo Bellini, Cronaca
CATANIA. Sul Bellini potrebbe calare il sipario. Nessuna buona notizia in arrivo per il teatro catanese dopo l’incontro di stamattina tra i sindacati e la sovrintendente Rita Gari Cinquegrana. Infatti, mancano all’appello le somme regionali attese invano da mesi. Una situazione, questa, che grava non soltanto sulle retribuzioni dei lavoratori, ma che rischia di compromettere la programmazione del teatro (Festival belliniano compreso).

Andiamo con ordine. Nelle casse del teatro mancano all’appello diverse somme. Tra queste due milioni di euro, previsti dalla finanziaria regionale del 2011, non ancora accreditati nonostante le pratiche siano state avviate il 22 Marzo. I sindacati di categoria lamentano non soltanto il mancato accredito delle somme ma anche l’assenza di note ufficiali, da parte della Regione, in grado di fornire una spiegazione sul ritardo dei pagamenti. Queste somme, però, non sono le uniche non pervenute nelle casse del teatro catanese e nelle tasche dei lavoratori. La finanziaria regionale, dopo una serie di tagli, aveva comunque destinato al teatro una somma che, secondo fonti sindacali, si aggirava intorno a 14 milioni e 500 mila euro. La somma doveva essere costituita, da quanto appreso dalle organizzazioni di categoria, da circa 8 milioni e 900 mila euro provenienti dalle casse regionali e da circa 5 milioni e 500 mila derivanti dai risparmi sulla sanità. Quest’ultima cifra, però, non è al momento disponibile, tanto che la seconda parte della semestralità che spetta al Bellini è stata calcolata sugli otto milioni e novecento mila euro: a metà Agosto sono arrivati 500 mila euro, sufficienti a malapena, secondo i sindacati, a pagare i contributi.

“A queste condizioni il Bellini non dovrebbe più essere in grado di procedere nella sua attività" denuncia il sindacalista della Cgil, Giovanni Pistorio, che addita il modus operandi del governo regionale, bollandolo come “irresponsabile e negligente”. Un atteggiamento, sintomatico di un disegno di più ampio respiro: “Sembra che ci sia una precisa volontà di declassare le attività dei teatri”. Duro anche il giudizio del segretario generale della Fistel-Cisl, Antonio D’Amico. “C’è qualcosa che non v , - dice il sindacalista- a prescindere dalle difficoltà economiche e dai problemi tecnici, mi chiedo come mai non siano stati ancora nominati i membri del Cda del teatro, operazione questa, totalmente a costo zero, che consentirebbe di avere una guida politica per risollevare le sorti del teatro in un momento così delicato”. Un impegno che il Presidente Crocetta non ha ancora onorato. Domani i sindacati hanno convocato un’assemblea dei lavoratori del teatro che, a conti fatti, attendono tre mensilità arretrate.

 

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php