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In soffitta i carrozzoni Ato

Rifiuti, arrivano le Srr
Rosso: "Una sfida da vincere"


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Dal 30 settembre prossimo scompaiono gli Ato Rifiuti: arrivano le Srr. E da sciogliere ci sono subito i nodi dell'emergenza, del personale, del bilancio e del ruolo dei Comuni. Mica poco.

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CATANIA. Si riparte dalle Srr. Acronimo che sta per “Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”. Tra poco più di un mese le Ato finiranno in soffitta diventando un ricordo indelebile. Ma incancellabile lo sarà solo sotto il profilo dei disservizi e delle bollette che hanno esasperato sino all’inverosimile i cittadini. Il risultato sinora è stato tutt’altro che lusinghiero: le strade restano invase da sacchi di spazzatura; le microdiscariche la fanno da padrona; la differenziata pur essendo scattata pare funzionare a singhiozzo. La Srr che abbraccia il Comune di Catania comprende anche altri 27 municipi dell’hinterland e della fascia pedemontana. Il consiglio di amministrazione è già stato eletto e ne fanno parte il presidente Massimo Rosso ed i sindaci Carmelo Galati (Sant’Agata li Battiati), Nino Borzì (Nicolosi), Mauro Mangano (Paternò) e Andrea Messina (San Giovanni La Punta). “E’ chiaro che per noi si tratta di una assoluta novità: non c’è una situazione pregressa e va costruito tutto ex novo - spiega Rosso -. Stiamo lavorando affrontando le diverse situazioni con le quali c’è da fare i conti”.

Presidente Rosso, proviamo a capire da cosa state partendo.

“Anzitutto, c’è da muoversi su quelli che sono gli obblighi normativi. In questa prima fase c’è da affrontare un quadro che iniziale dettatoci dalla legge: del resto dal 30 settembre scompariranno gli Ambiti territoriali”.

Gli arci famosi Ato partiti più come carrozzoni che come risolutori di problemi. Ma veniamo alla Srr: personale e bilancio sono forse le due spine dalle quali muovere.

“Beh, queste sono questioni che in modo netto potremo affrontare solo dopo il 30 settembre, per l’appunto. Solo dopo quella data saremo in grado di verificare perbene quelli che saranno i nodi da affrontare: che, si badi, certamente ci sono, ma che devono essere affrontati attraverso quello che già ci dice la legge regionale”.

Legge che, forse, in un paio di passaggi resta ambigua ma che di sicuro lascia ai Comuni la possibilità di scegliere la strada da percorrere.

“Difatti, sulla base della norma regionale, stiamo chiedendo ai Comuni di farci pervenire le loro intenzioni. Ovvero, se intendono procedere singolarmente oppure attraverso gli Aro (una sorte di consorzio tra municipi, ndr): è una scelta che i Comuni prenderanno sulla scorta della loro volontà”.

A suo avviso cosa sarebbe più conveniente per i sindaci?

“Io credo che questo si attenga più ad un aspetto logistico ed economico. Personalmente, ritengo che non esista una fattispecie ordinata che vada bene per tutti”.

Catania cosa farà?

“Catania, credo proprio che manterrà la sua condizione attuale. Anche per ovvi motivi legati alla gestione ed alla popolazione”.

Come cambierà il rapporto con le ditte che effettueranno il servizio di raccolta rifiuti?

“Francamente, questo dobbiamo ancora capirlo. Anche su questo argomento, potremo operare e farci un’idea solo quando entreremo pienamente nelle nostre funzioni. Siamo ancora in una fase programmatoria e propedeutica”.

Gli Ato come grandi carrozzoni: i deficit hanno detto questo. Cosa le fa pensare che le Ssr potranno essere qualcosa di più efficiente?

“Un fattore su tutti: il presupposto. Mentre gli Ato dovevano sostituirsi in toto al ciclo dei rifiuti e quindi mettere la gestione al primo posto, la Srr si riferisce, invece, più ad un ambito organizzativo e di controllo: più di indirizzo, ecco”.

In questi anni abbiamo assistito, ed assistiamo ancora, soprattutto in provincia a scene apocalittiche con l’immondizia arrivata sino ai tetti delle case.

“E’ vero. Ora, però, i Comuni torneranno a gestire in prima persona la raccolta: la situazione è destinata a cambiare”.

E’ questa l’arma vincente della Srr?

“Intanto, questa è una condizione necessaria visto tutto quello che si era creato negli anni scorsi. Una cosa importante messa in campo e che, adesso, dev’essere costruita in base alla normativa. Certo, poi va messo in pratica tutto. Anche le Ato all’inizio sembravano la soluzione al problema...”.

Nel cda della Srr, ha alcuni primi cittadini che si sono ritrovati a fare i conti con i “drammi” dell’Ato: è un vantaggio?

“Loro sono concordi com me: dobbiamo muoverci per creare una collaborazione con i Comuni. Dobbiamo creare un ciclo dei rifiuti che possa essere funzionale da un punto di vista economico ed ambientale. Non si devono più commettere gli errori del passato”.

La differenziata resta una tappa d’obbligo: ne siete consapevoli?

“Io sono abituato ad accettare le sfide quando penso di vincerle: ed in questo caso sono pronto a accettarla”.


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