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Ondate di calore e afa
parla il Disaster Manager


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Il disaster manager Giuseppe Spampinato



CATANIA – La bolla africana non lascia tregua, e da qui a poco il peggio dovrebbe ancora arrivare. Ma Giuseppe Spampinato, Disaster Manager ASP Catania e Direttore Distretto Ospedaliero Catania 1, assicura che i valori sono ancora da considerarsi nella norma, anche se i rischi di un ulteriore aumento delle temperature, durante questo mese, non sono da escludere. Le forti ondate di calore, alla pari delle altre calamità naturali, sono inserite, infatti, nel quadro delle grandi emergenze sanitarie gestite e coordinate dalla figura del Disaster Manager. Figura di cui ogni azienda sanitaria in Italia (circa dal 2004) deve avvalersi per l’organizzazione dei servizi medici e di pronto soccorso.

“Fino a questo momento – spiega Spampinato a LiveSiciliaCatania – a Catania non è stato registrato nessun grado di allerta superiore a livello 1. Il gran caldo o per meglio dire le ondate di calore e gli effetti negativi di queste sulla salute umana dei soggetti fragili, infatti, non devono essere proporzionati solo al semplice aumento delle temperature. Quest’ultimo, da solo, non può bastare a determinare dei danni. Gli effetti negativi – specifica il medico – sono dati da un cumulo di cose: la temperatura dell’aria, lo strato atmosferico di copertura nuvoloso (che consente più o meno il passaggio dei raggi) il grado di ventilazione che cambia dall’entroterra alla costa, e poi la variabile della percezione umana”.

Ma il Disaster Manager si sofferma, spiegandoci più nel dettaglio, come funziona questo articolato sistema di gestione e coordinamento delle emergenze nei casi di ondate di calore. “L’ aeronautica militare italiana – continua – è stata incaricata di comunicare un bollettino sulle condizioni meteo atmosferiche”, in base al quale, aggiunge: “Viene, poi, stabilito il grado di allarme. Il grado zero è quello di partenza (nessuna allerta), mano a mano che i valori s’incrementano si passa dal livello 1 (pre-allerta) al 2, o al livello 3 (massima allerta) nei casi più gravi”.

Con cadenza giornaliera, il bollettino viene poi trasmesso dalla Protezione Civile, ai vari Comuni e alle varie aziende ospedaliere di competenza. “ Tramite i medici curanti – continua – gli uffici d’invalidità civile, i nostri uffici, e altri enti, ci organizziamo per gestire il fenomeno e comunicare i vari livelli di allarme, affinché si vigili su questi soggetti fragili. Ovvero: anziani, malati, bambini molto piccoli, o, comunque, soggetti disagiati che risentono maggiormente di questi effetti”.

“Inoltre – sottolinea – tramite i medici curanti e le farmacie abbiamo distribuito dei libretti con i recapiti dell’Asp, delle aziende ospedaliere e dei Comuni, unitamente a dei consigli utili per far fronte alle alte temperature, come ad esempio: mangiare leggero (evitare cibi salati, piccanti, non bere alcolici, ma prediligere un’alimentazione a base di frutta e verdura e bere molta acqua), non uscire nelle ore più calde, indossare indumenti freschi e colori chiari”.

Dunque, sono da limitare le scorpacciate sostanziose sotto l’ombrellone, ma i consigli sono anche per chi assume farmaci: “Ci sono dei farmaci – dice – ben specificati, le cui interazioni chimiche con il caldo possono produrre effetti dannosi sui soggetti. Questo è quello che facciamo, insieme a numerosi studi per comprendere a fondo tutti gli effetti dannosi del caldo sulla salute umana, compreso il tasso d’incidenza di decessi nei periodi caratterizzati dalle ondate di calore. I dati raccolti – conclude – vengono poi, puntualmente, trasmessi al Ministero della Salute”.

 

 


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