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No Muos, parte da Catania
la denuncia per falso ideologico


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PALERMO - Muos: nuove grane per la Regione. Nei giorni scorsi l’Associazione Antimafie “Rita Atria” ha denunciato, per falso in atto pubblico, Gaetano Gullo il dirigente regionale autore della revoca della revoca delle autorizzazioni regionali per la costruzione del MUOS. La denuncia “segue quella già presentata qualche settimana fa avanti la procura di Caltagirone per omissione d’atti d’ufficio relativa ai mancati controlli sull’inizio dei lavori del MUOS prima delle autorizzazioni regionali”. L’esposto è stato depositato presso la procura di Palermo da Goffredo D' Antona, avvocato dell'associazione che fa parte del comitato No Muos. “Per comprendere bene il provvedimento- come spiega il legale dell’associazione a LiveSiciliaCatania - è necessario fare un passo indietro”.

La disputa, infatti, ha bisogno di una piccola ricostruzione degli eventi. E’ il 29 Marzo quando, con due note distinte, arriva la revoca delle autorizzazioni regionali per la costruzione delle antenne del sistema satellitare. I motivi sono presto detti: “Presupposto della revoca era la pericolosità ambientale e per la salute pubblica a causa dell’emissione di onde elettromagnetiche e per le problematiche connesse al traffico aereo”. A questo punto “il Ministero della Difesa chiede al TAR l’annullamento della revoca e la continuazione dei lavori”. “A luglio però - prosegue l’avvocato - il Tar rigetta la domanda cautelare”. A prevalere è il principio di precauzione. Lavori sospesi “ fin quando non sia raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema MUOS”. Così si esprime il Tar. “Il Ministero, a sua volta, - racconta il legale-impugnava il rigetto del TAR e veniva fissata avanti il C.G.A. l’ udienza del 25 luglio 2013.” Qualche giorno prima dell’udienza, però, arriva la relazione dell’Istituto Superiore di Sanità sui pericoli per la salute dei cittadini. Ed è proprio la relazione, o meglio la parte riportata da Gullo, il pomo della discordia. “Una parte della relazione- dice D’Antona- viene riportata il 24 luglio, un giorno prima dell’udienza, da Gullo”. La questione però risiede nella parte “estrapolata dalla relazione che non contiene le conclusioni della stessa”.

Questo il breve virgolettato riportato nella nota del dirigente a fronte di una relazione molto più ampia. “ I risultati delle misure sperimentali effettuate dall’ISPRA – si legge- indicano che tutti i limiti della legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura…. Non sono prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici, e anche nell’ipotesi poco probabile di un puntamento delle antenne paraboliche a livello del terreno, o comunque nella direzione di persone che potrebbero essere esposte ai fasci principali, si ritiene che tali rischi possano essere considerati del tutto trascurabili. Per quanto riguarda le possibili interferenze su apparecchi elettromedicali, non sono prevedibili particolari problemi connessi alla messa in funzione delle antenne MUOS….. I bassi livelli emessi dal sistema MUOS … non indicano infine la possibilità di mal funzionamento di tali dispositivi “ . Sulla base di tali considerazioni il dirigente revoca la revoca delle autorizzazioni .

“Il falso ideologico sta nel fatto che Gullo ha estrapolato una frase dal contesto dando alla relazione un significato del tutto diverso” dice D’Antona che ricorda quanto scritto nelle conclusioni della relazione di cui il dirigente non fa menzione. “ La natura puramente tecnica delle valutazioni qui riportate impone comunque la necessità di verifiche sperimentali successive alla messa in funzione delle antenne del sistema MUOS, qualora quest’ultime vengano effettivamente installate”. In altre parole “non si può attestare l’assoluta non nocività delle antenne. Spiega l’avvocato: “In breve la relazione non stabilisce in nessun modo la non pericolosità ma si limita a dire che in base ai loro calcoli teorici non dovrebbe far male”. In più “tutto è costruito su calcoli puramente teorici che si basano su dati forniti dagli americani, fatto questo sicuramente non secondario”.

Alla denuncia potrebbe fare seguito un altro esposto legato alle ultime dichiarazioni del Presidente Crocetta. “Mi sembra disonesta questa accusa degli attivisti intransigenti, i No Muos, alcuni No Global, parte degli anarco-insurrezionalisti ed esponenti degli ambienti mafiosi”. L’accusa era quella rivolta ai militari americani di “dettare legge”. “Si tratta di dichiarazioni sconvolgenti e molto gravi. Crocetta è un pubblico ufficiale, per cui se ha sentore che nell’ambito del comitato No Muos o nei cortei ci siano infiltrazioni mafiose ha l’obbligo di fare i nomi e denunciare in procura, altrimenti è una omessa denunzia. Se i nomi non ci sono sembra più la delegittimazione di un intero movimento”. D’Antona conclude ironicamente. “Chi sono i mafiosi? L’Associazione Rita Atria? Libera? La giunta comunale di Palermo? Valerio Marletta, sindaco di Palagonia? Quello di Ragusa? Rita Borsellino? Accorinti, forse? Il vescovo di Caltagirone che dice che la popolazione si sta attivando poco contro le antenne, è mafioso pure lui?”.

 

 


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