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diario di un passeggero

Da Monte Po alla Playa in 3 ore
L’odissea per arrivare al mare


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CATANIA - L'intento sarebbe quello di trascorrere una piacevole giornata in spiaggia, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo l’autobus. Attese snervanti, confusione e disservizi: sono queste le caratteristiche principali che incontra chi si affida al mezzo pubblico per raggiungere il litorale sabbioso della città da uno qualsiasi dei quartieri periferici di Catania. È stata una vera e propria giornata da incubo, infatti, quella cui è andata incontro LivesiciliaCatania per comprendere quanto tempo ci voglia per raggiungere gli stabilimenti balneari della Playa partendo dal quartiere di Monte Po, estrema periferia ovest.

La lunga mattinata ha avuto inizio alle ore 9.15 circa dalla piazza principale del quartiere periferico. Un autobus, dopo un quarto d'ora di attesa, ci passa davanti senza effettuare la fermata, così tra il fastidio e l'incredulità seguiamo il consiglio di alcuni ragazzi i quali, zaino in spalla, spiegano che è molto più conveniente uscire a piedi dal quartiere e attendere il mezzo pubblico in un'altra fermata, a 400m circa di distanza. "Quando vogliamo andare al mare non ci fermiamo qui - racconta Luca - scendiamo direttamente fino a piazza Marconi perché da lì passano molte più linee".

Detto, fatto. Ci incamminiamo verso la "fermata più fortunata", per attendere una qualsiasi linea purché sia diretta verso corso Indipendenza: "Il 522, il 628 o il 932" prosegue Luca. La fermata sembra davvero fortunata: cinque minuti dopo arriva l’autobus. La scritta però "621" trae in inganno. "Il numero è sbagliato – dicono alcuni habituè - è il 628". Saliamo e timbriamo il biglietto. Ma dopo due fermate ci accorgiamo che l'errore stava nel "6". Il mezzo su cui siamo saliti è infatti il 721. Scendiamo immediatamente insieme ad altri passeggeri alterati e, per evitare ulteriori errori, dal viale Mario Rapisardi decidiamo di attendere l’autobus, questa volta posizionandoci direttamente nei pressi della prima fermata del corso Indipendenza.

Sono le ore 10. Il sole picchia forte e, dati i tempi di attesa, alla fermata si crea una piccola folla. Come è ovvio, gli animi si surriscaldano. "Il cittadino non ha tutele, ognuno pensa a se stesso, alle proprie tasche – lamentano molti utenti - non c'è rispetto, è una vergogna". Nel frattempo il tempo continua a passare. Sono le ore 10.30. "Ogni giorno è sempre la stessa storia - commenta una signora - l'attesa è sempre non inferiore ad 1ora. Un’assurdità, considerato che il biglietto ha validità 90minuti. In ogni caso, se scade non mi importa, ho aspettato troppo tempo". A proposito di biglietto: il nostro scadrà alle ore 11.20 circa.

Finalmente, dopo quasi un'ora di attesa arriva un 628 (vero). Sono le ore 10.50. Corso Indipendenza, via della Concordia, via Acquicella, la fermata a noi utile per raggiungere la Playa sarà la più vicina a piazza Alcalà. Lì cercheremo di prendere la coincidenza con la linea D, il bus che attraversa il viale Kennedy. Un vero e proprio viaggio non certo comodo: il 628 infatti si riempie sempre più. Passeggini, turisti muniti di valigie e trolley rendono gli spazi ancora più angusti. Siamo in tanti, ma la macchina per timbrare i biglietti non funziona.

Scendiamo alla fermata nei pressi di piazza Alcalà. Il bus fa sosta su via Dusmet dove non riusciamo a vedere alcuna indicazione o un’isola pedonale dove scendere in sicurezza. I pendolari vengono lasciati in mezzo alla strada, tra automobili e motocicli, nonché autobus e pullman. Due attraversamenti pedonali in curva pericolosi e non segnalati ci dividono dalla piazza. Le lancette dell'orologio intanto girano. Alle ore 11.30 saliamo sulla linea D, affollatissima. Ad attenderci il controllore, ma il nostro biglietto è scaduto da 10 minuti. Raccontiamo la nostra odissea mattutina: per noi nessuna multa. "Proprio per venire incontro all'utenza solitamente regaliamo 10-15 minuti di bonus - spiega a LivesiciliaCatania il dipendente Amt - in estate c'è molto più traffico si sa".

Pochi minuti e alle ore 11.45 arriviamo al lungomare Playa. La spiaggia libera numero 1, la prima che si incontra venendo dalla città, è la mèta prescelta. Dopo quasi tre ore il mare da lontano sembra un miraggio, ma è bastato avvicinarci sempre più per ritornare con i piedi per terra: detriti di ogni genere hanno preso il posto di conchiglie e telline. Ombrelloni rotti, spranghe di metallo arrugginito, pannolini, lattine, bottiglie e scatole sporche ci accolgono.

Decidiamo di voltare i tacchi e di tornare a casa. Ci dirigiamo alla fermata di viale Kennedy per ritornare a Monte Po. Un altro lungo viaggio sta per avere inizio.

 


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