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Imu e l'ipotesi "service tax"
Il Sicet: "In città tasse già alte"


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Carlo D'Alessandro, Catania, imu, service tax, Sicet, Economia
CATANIA - Il Sicet (Sindacato Inquilini Casa e Territorio) respinge al mittente tutte le ipotesi del ministero dell’Economia che per risolvere il rebus IMU potrebbe introdurre una “service tax” allargandola anche agli inquilini. Una imposta, all'interno della quale sia compreso il tributo sulla casa, la nuova TARES e la maggioranza per i servizi indivisibili: illuminazione e marciapiedi. "Ci sarebbe un’ulteriore imposta anche per Catania – dichiara Carlo D’Alessandro, segretario generale del Sicet etneo – dove ogni singolo cittadino dovrebbe pagare anche per l’illuminazione e per il recupero dei marciapiedi dissestati, senza tenere conto che le tasse che si stanno pagando al Comune sono già abbastanza alte". Per la segreteria del Sicet, sia a livello locale che a livello nazionale, "non è possibile né accettabile alcun percorso che attribuisca agli inquilini anche solo una parte della tassa sulla proprietà, come è l’IMU, e come intenderebbero invece fare. Riteniamo comunque indispensabile una revisione dell’IMU che, con aliquote differenziate, possa contribuire a calmierare il livello degli affitti, in particolare quelli concordati. "Non vi sono dubbi – continua D’Alessandro – che l’imposta debba essere a carico di chi detiene la proprietà dell’immobile. Qualsiasi soluzione adottata, a parer nostro, deve mantenere distinte e non integrate le componenti patrimoniali e di utilizzo del bene".

Il Sicet, invece, chiede l’esenzione del pagamento dell’Imu per tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica; sulla revisione dell’imposizione fiscale immobiliare, vista l’assenza di risultati sull’emersione del nero e dell’abbassamento dei canoni, chiede la modifica a livello nazionale della cedolare secca sui redditi da locazione, mantenendo la tassa piatta al 19 per cento solo per gli affitti concordati e riportando all’irpef quelli liberi. "Con tale operazione – sottolinea il segretario del Sicet di Catania – riteniamo che si possano liberare 300 milioni di euro a livello nazionale da destinare immediatamente all’aiuto delle 350 famiglie in sofferenza economica negli affitti che rischiano lo sfratto per morosità. Pertanto saremo vigili su ciò che i vari comuni applicheranno".

 

 


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