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Confcommercio attacca Crocetta

Agen: “Con aumento Irpef
saremo la Grecia d’Italia”


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L'incontro a Catania



CATANIA - Rompe il silenzio sulla gestione targata Crocetta la Confcommercio siciliana. Il presidente regionale dell’associazione, Pietro Agen, ha convocato oggi a Catania la stampa per una dura presa di posizione contro le ultime decisioni varate dal governo di Palazzo d’Orleans. “Avevamo preso l’impegno di non commentare l’azione di Crocetta per almeno sei mesi” – afferma Agen. “Bene, di mesi ne sono passati otto, ma alcune cose è necessario cominciare a dirle”. Al centro delle preoccupazioni della Confcommercio c’è la spinosa questione dell’aumento dell’addizionale regionale Irpef: “Questa è una strada che ci porterà a diventare la Grecia d’Italia – tuona ancora Agen. Non abbiamo dubbi che stiano sbagliando”.

Secondo Agen, infatti, aumentare le imposte significherebbe deprimere i consumi e mettere ulteriormente in crisi le aziende siciliane, che già vivono momenti difficilissimi. “Proprio ieri – evidenzia - il presidente della Bce Draghi ha detto: basta con l’imposizione. La regione Sicilia, invece, nella persona di Crocetta e dell’assessore Bianchi, fa esattamente il contrario. Se qualcuno poi a livello governativo – si chiede Agen- mi sa spiegare chi dovrebbe creare i posti di lavoro se non lo creano le imprese, forse avremmo risolto un problema. Non credo però che, al presidente Crocetta, che è più impegnato in conferenze stampa, interessi più di tanto questo argomento”.

L’aumento dell’Irpef, a detta di Agen, non può essere giustificato dalla necessità di coprire gli ammanchi sulla sanità. Una presa di posizione che vale come una carezza rispetto alla precedente gestione regionale: “Dobbiamo dare atto al precedente governo Lombardo, di cui non sono stato certo un ammiratore, di aver posto in condizione la nostra sanità di stare molto meglio di quella di altre regioni. Tant’è che oggi – aggiunge- si parla di poter diminuire la spesa, appunto perché abbiamo raggiunto il pareggio. Il vero problema – prosegue - è che la Sicilia deve cominciare a tagliare spese inutili e superflue”.

Non usa mezzi termini, il presidente regionale di Confcommercio, per definire la

mancata consultazione dell’associazione dei commercianti da parte dell’assessore alle attività produttive Linda Vancheri, circa le nuove nomine all’Irsap: “Un gravissimo sgarbo istituzionale – sottolinea. Nominare un rappresentante del commercio, senza che la Vancheri si degnasse di farmi una telefonata, o anche soltanto di chiedermelo personalmente, visto che negli ultimi dieci giorni sono stato per ben due volte in riunioni con lei, per altro in clima assolutamente costruttivo, è cosa grave. Se il rappresentante del commercio lo deve scegliere l’assessore va bene, ne prendiamo atto, vedremo la prossima volta -conclude causticamente- di scegliere meglio i nostri politici”.

Una dura presa di posizione cui si associa anche il presidente catanese della

<p>Il presidente della Confcommercio etnea, Riccardo Garimberti</p>



Confcommercio che rilancia: “Assistiamo solo a proclami e logiche di spartizione, il vecchio carrozzone è solo stato sostituito dai commissariamenti” - afferma risentito Riccardo Galimberti, segretario catanese della Confocommercio . “La nostra rappresentatività – aggiunge- è compressa e nonostante la nostra organizzazione esprima il 50% del Pil regionale, con le sue aziende nei settori del commercio, del turismo e dei servizi, non se ne tiene conto. Che idee di sviluppo ha il governo regionale per questo 50% del Pil? E’ un regime di gestione personalistico – tuona Riccardo Galimberti – non corrispondente alle esigenze del territorio. È impossibile ancora che Crocetta arrivi sistematicamente in ritardo di tre ore agli appuntamenti. Insomma, ci vuole educazione. Questo governo – conclude perentoriamente- deve cadere”.

 


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