La scala illuminata è uno dei momenti più attesi dei festeggiamenti in onore di San Giacomo, patrono di Caltagirone. Ieri sera la monumentale Scala di Santa Maria del Monte (142 gradini tutti decorati con splendide maioliche) si è trasformeta in un fantasmagorico arazzo di fuoco. Anche quest’anno circa 3500 “coppi” in carta multicolore (bianca, rossa e verde), dentro i quali ardono lumi alimentati, nel complesso, da cinque quintali di olio d’oliva, sono stati disposti in modo da formare un disegno diverso, opera di artisti del luogo. Quello di ieri è ispirato alla terracotta di Enrico Vella, abilissimo modellatore e progettista ottocentesco, rappresentante l'Estate ed è realizzato dall'apprezzato artista locale Angelo Murgo. Il disegno di questa sera, dedicato come da tradizione a San Giacomo, è, invece, datato 1976 ed è opera del compianto Salvatore Montalto, a cui si devono ben 38 disegni allestiti sul monumento – simbolo di Caltagirone dal 1956 al 1982, anno della sua prematura scomparsa.


La collocazione dei coppi avviene nella notte precedente alla festa. L’operazione, la cosiddetta ”chiamata”, è curata dagli appartenenti alla famiglia Russo, che tramanda questa tradizione di padre in figlio. Ieri alle 21,30 la Scala è piombata nel buio. Poi, al fischio del “capomastro”, la gente ha acceso con appositi stoppini i circa quattromila lucignoli, trasformando la Scala in un grande tappeto sfavillante.


“La Scala illuminata – sottolinea il sindaco Nicola Bonanno – è un evento di grande richiamo per i turisti, a cui i calatini sono fortemente e giustamente legati. La Scala, il tradizionale corteo storico del Senato civico e le altre bellezze monumentali, culturali e artistiche della nostra città, oltre alla ceramica che ne costituisce un'indiscussa e apprezzata peculiarità, rendono particolarmente interessante e significativa una visita a Caltagirone”.

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