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“Difformità rispetto al progetto”

Acireale, sequestrato il solarium
di Santa Maria La Scala


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L'intervento della Capitaneria di Porto

L'intervento della Capitaneria di Porto



ACIREALE. Il solarium più frequentato dagli acesi, rischia la chiusura. Dopo una sopralluogo della capitaneria di porto,infatti,la struttura è stata posta sotto sequestro. Le motivazioni sarebbero da ricondurre alla scaletta e alle docce,non previste nel progetto,oltre che ai lampioncini posti ai lati del solarium,da 15 watts,che disturberebbero la navigazione.

“Il collaudo è stato fatto - dice Maria Grazia Licciardello, una dei gestori del solarium - tutto era regolare,adesso all’improvviso questo collaudo è stato messo in discussione,ci vengono contestate cose ridicole,il solarium offre servizi semplici, ma necessari. La scaletta tra l’altro è stata fatta dal Comune anni fa, ed è necessaria per gli anziani. A questo punto non ci resta che aspettare per capire se il solarium verrà smantellato,si parla di una multa di circa 2.500 euro,oltre i possibili guai a livello penale”. Nel frattempo gli acesi insorgono,riempiendo pagine intere con commenti a favore del solarium,culminata in una vera e propria azione di protesta: alcuni bagnanti infatti,hanno rotto i sigilli,usufruendo ugualmente della passerella,sotto gli occhi sbalorditi dei residenti della Frazione di Acireale. “Abbiamo più volte sollecitato i ragazzi a desistere da questa iniziativa - commenta Licciardello - spero che questo non serva solo a peggiorare la situazione,ringrazio tutti per la solidarietà dimostrata anche attraverso i social network”.

Intervengono sulla vicenda e sull’ azione di controllo al solarium di S.M. La Scala da parte della Capitaneria di porto,il sindaco di Acireale Nino Garozzo e Basilio Catanoso:“Da una prima verifica, sarebbero state riscontrate delle difformità rispetto al progetto, ascrivibili esclusivamente al titolare - si legge in una nota del sindaco - della concessione. Voglio capire come mai questi rilievi vengano fuori adesso e non prima, e che tipo di attività preventive di controllo siano state effettuate dall’Assessorato, fermo restando le responsabilità del privato. Vedremo se ci sono le condizioni di recupero della importante struttura nel giro di un brevissimo periodo. Certo, crea qualche perplessità il fatto che professionisti prima collaudino opere ma poi dichiarano che intendono revocarle. Mi auguro che, se dovessero esserci rilievi, questi vengano inoltrati alle autorità competenti”.

“E’ una vergogna: non è possibile che pezzi dello Stato, come la Capitaneria litighino tra loro. La Capitaneria deve essere al servizio della collettività e, in questo caso, del privato che ha realizzato l’investimento e dei cittadini fruitori del solarium, peraltro da settimane utilizzato senza che la stessa Capitaneria avesse rilevato nulla di difforme - scrive Catanoso -. Non possono pezzi dello Stato sembrare quasi dei nemici a caccia di scuse, magari alla ricerca di piccole difformità (che si possono anche verificare, in un ridotto progetto del genere) mantenute però nell’assoluto ambito di sicurezza verso i frequentatori. La Capitaneria avrebbe dovuto, semmai, venire incontro alle esigenze della collettività, facendo in modo di assicurare la fruibilità della piattaforma senza clamori, in questo caso eccessivi, sedendosi ad un tavolo con il Comune, il privato gestore e altri istituzioni pubbliche per capire come risolvere eventuali problemi. Inoltre, appare certamente strano che dopo un primo sopralluogo, il responsabile della Capitaneria sia tornato per il sequestro il giorno dopo la dichiarazione di revoca del collaudo da parte del professionista. Lo Stato, se pretende rispetto dai cittadini, deve prima pretenderlo dai propri rappresentanti: ho chiesto all’ammiraglio Di Michele un intervento al fine di garantire gli utenti e, al contempo, ricordare ai propri uomini che il primo impegno è quello di garantire e fortificare il rapporto tra cittadini e istituzioni”.


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