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Cracolici: “Crocetta non può
rappresentare il Pd”


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Albanella, Cracolici e Raia

Antonello Cracolici, Concetta Raia e Luisa Albanella lanciano da Catania il cantiere politico “Rifaypd”. Concetta Raia si rivolge a Crocetta: “Il  Pd deve avere un ruolo più importante, serve un rimpasto per rafforzare un governo che a volte fa un po’ troppi annunci”.

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CATANIA. “Siamo qui per rifare il Pd”. Antonello Cracolici, Concetta Raia e Luisa Albanella lanciano da Catania il cantiere politico “Rifaypd”. “Un soggetto politico popolare, plurale, partecipato che guardi al socialismo europeo” questo il progetto illustrato dalla deputata regionale Concetta Raia. La ricetta per rifondare il partito? “Si deve partire dal territorio, dai militanti, dagli iscritti, dalla nostra storia e dalla nostra identità (anche se al momento è un po’ offuscata). Dobbiamo ridare speranza ai nostri giovani e a chi crede ancora in questo partito. Servono idee di rinnovamento”.

Sono passati pochi giorni dalla convention del Megafono e il Pd siciliano non sta a guardare, anzi. L’area che fa riferimento al deputato regionale Cracolici, non a caso, invoca un partito strutturato e identitario, proprio il contrario del movimento di Crocetta. Concetta Raia non nasconde il disagio per le numerose bordate che il Presidente della Regione ha lanciato ai democratici durante la conferenza di Acicastello. “Io credo che Crocetta farebbe bene a riflettere prima di parlare. Il Pd è un grande partito, anche se vive qualche difficoltà allo stato attuale”. “I movimenti, invece, sono soggetti che tendono a sparire perché identificati come autobus su cui si sale per trarne vantaggi immediati e da cui scendere subito dopo”.

“Il Pd –prosegue -ha invece una grande tradizione, non ci sono trasformisti o gente a volte dubbia. Crocetta dovrebbe essere iscritto al Pd ma, da quello che si legge in giro, sta cercando di fondare circoli nazionali ne prenderemo atto e il Pd farà la sua strada”. Insomma, “ognuno per la sua strada” con una incognita però: il congresso del Pd al quale gli esponenti del Megafono non escludono affatto di partecipare. Cracolici, invece, cassa questa possibilità: “Il Megafono è un altro partito”. E sulla doppia quota che il Presidente si è detto pronto a versare nelle casse dei due gruppi politici, Cracolici afferma: “Credo che non sia previsto. Non c’è uno statuto che si adatti a Crocetta”. “Io ho sempre pensato- spiega- che l’esperienza del Megafono fosse una lista civica utile per le elezioni ma che, finite le competizioni elettorali, Crocetta rimanesse un uomo del Pd, mi pare che, invece, abbia creato un altro partito”. “Prendo atto che il Presidente Crocetta ha deciso di fare un altro partito. Altri prima di lui hanno adottato la tecnica secondo la quale non sono i partiti a formare un governo, come accade in una democrazia. “ Lui – prosegue- si è ispirato quei tentativi , già avviati in questo Paese, in cui i governi fanno i partiti. Tutti tentativi che hanno avuto scarsa fortuna. Oggi il movimento di Crocetta è un partito che si dichiara alleato del Pd, ne prendiamo atto ma il Partito Democratico non può delegare Crocetta a rappresentare il Pd nel governo della Regione”.

“Il nostro partito ha contribuito a battere la destra in questa regione ed è giusto che si apra una nuova fase”. Il riferimento è al tanto agognato rimpasto di giunta. Concetta Raia è ancora più esplicita: “Io credo che non si possa non tenere conto che la coalizione che ha vinto le elezioni regionali abbia il suo perno nel Pd, non tenerne conto vuol dire disprezzare chi fa parte del nostro partito”. “Il Pd deve avere un ruolo più importante, serve un rimpasto per rafforzare un governo che a volte fa un po’ troppi annunci”.


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