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L'appello alla Regione

Coop Cesame:
"Serve subito il bando"


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Il sogno dei lavoratori-soci è a un passo dalla realizzazione, manca soltanto il bando per accedere ai fondi. D’Aquila: “Non c’è tempo da perdere". (Nella foto una delle tante proteste davanti alla prefettura)

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CATANIA. Cooperativa Cesame: “Non c’è tempo da perdere”. Sono ancora vive nella memoria dei catanesi le immagini che ritraevano gli ex operai della Cesame brindare, il giorno di Natale di due anni fa, mentre riaprivano simbolicamente la fabbrica. Da lì a poco, si diceva, doveva ripartire la produzione. E’ la storia di circa ottanta lavoratori che, per anni, hanno versato circa il 50% dei loro settecento euro di cassa integrazione, come capitale sociale, per rilevare e rilanciare l’azienda in cui lavoravano, il fiore all’occhiello dell’industria catanese: la Cesame. Dopo anni di sacrifici, il progetto potrebbe vedere la luce.

Un solo ostacolo sembra, però, frapporsi: i tempi della burocrazia. Giuseppe D’ Aquila, segretario generale della Filctem Cgil di Catania, ripercorre le tappe dell’ambizioso progetto degli operai ex Cesame. “Nel 2008, dopo il fallimento dell’azienda, alcuni degli operai che avevano avuto accesso agli ammortizzatori sociali ordinari, cigs e mobilità, decisero di non accettare una forma di assistenzialismo fine a se stessa e di investire i loro soldi per realizzare un progetto industriale, rimettendo in piedi l’azienda (seppure ridimensionata) in cui lavoravano”. Un progetto, quello della cooperativa, che D’Aquila considera “un modello di sviluppo alternativo” e “un piano industriale che sta con i piedi per terra”.

La tabella di marcia del business plan del progetto (“visionato e approvato dal Ministero delle attività Produttive e dalla Regione”) degli operai-soci ha subito, però, un rallentamento. Gli operai sono diventati proprietari dello stabilimento (devastato perché più volte vandalizzato nel corso degli anni) e del marchio e la Corte dei Conti, dopo sei lunghi mesi, ha verificato la congruità finanziaria del contratto di programma settoriale basato su fondi Fas. Da qui si potranno recuperare (“previa partecipazione al relativo bando da parte della cooperativa”) una parte degli 80 milioni di euro che la Regione è disponibile a versare alle aziende. A questo punto, manca soltanto il bando e la pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale.

Per questo, Giuseppe D’Aquila lancia un appello all’assessore alle Attività produttive, Lidia Vancheri. “Non c’è tempo da perdere il 12 Settembre ai lavoratori scade la mobilità, dai tempi della burocrazia dipende il fallimento o la riuscita del progetto”. Nella migliore delle ipotesi, la produzione potrebbe iniziare già a Dicembre, dopo un periodo di ristrutturazione. Però: bisogna fare presto.


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