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Il libro

"Il bambino al cobalto"
Viaggio dell'anima


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Catania, il bambino al cobalto, ivano luppini, Zapping
Scrittore e dermatologo: Ivano Luppini

Scrittore e dermatologo: Ivano Luppino



CATANIA. Ivano Luppino è un dermatologo affermato. Vive, e lavora, tra Catania e Milano ed è responsabile nazionale per il dipartimento alta tecnologia della Società di dermatologia plastica. Con “Il bambino al cobalto” (Armando Siciliano Editore) è alla sua prima esperienza letteraria ed in un racconto schietto e sincero, ruvido e toccante, riesce ad andare dritto al cuore. Riesce a parlare all’anima. Centotrentatre pagine da leggere tutto d’un fiato. Si parla di malattia senza parlare della malattia. Si parla di un bimbo che, nonostante tutto, sa che diventerà presto un adulto. “Racconto assolutamente autobiografico - spiega l'autore - che svela la storia di Ivano da piccolo con le parole di un adulto. Ho voluto mettere su carta, tentando di essere il “verista” possibile, ciò che gli accadimenti sul corpo e la mente di un bambino possono lasciare come strascichi nella vita futura”.

Tuttavia, non è un libro che parla solo di dolore.

“No. Infatti, è un libro che parla anche di speranza: quella di mettersi alle spalle la malattia ed a 50 anni riuscire a trovare la forza di pensare a voler dire queste cose, a parlare di queste cose. Sono una persona parecchio conosciuta, parecchio nota tra i miei pazienti, ma il dire ed estrapolare da dentro tutto quello che ti sei tenuto per cinquant’anni non è una cosa facile”.

Non emerge nemmeno quale malattia fosse.

“Esatto. Questo è un libro di Ivano: non vi sono fotografie. E’ un libro che può essere utilizzato da tutti coloro che hanno a che fare con problemi di salute e che vogliono assaporare il senso della mancanza di rassegnazione per un vivere migliore”.

Come mai questo titolo?

“Perchè fa riferimento non tanto al colore della copertina, quanto all’aver soggiaciuto alla radioterapia per molti anni e che per fortuna non ha lasciato molti segni che mi hanno poi compromesso nella vita futura. Io vorrei che chi leggesse il libro concludesse con un sorriso perchè è questo il mio intento. Sebbene, quando ne parlo mi emoziono sempre. Ma è questo il modus viventi che dobbiamo inseguire: quello di non piegarci alla rassegnazione”.


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