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emergenza sicurezza

Forze dell'ordine, il Siap:
"Pochi uomini e distribuiti male"


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allarme sicurezza, Catania, movida, Siap, Tommaso Vendemmia, Cronaca
CATANIA - È convocato per oggi il Comitato di Ordine e Sicurezza Pubblica per far fronte all'emergenza movida dopo i controlli effettuati nel cuore pulsante della città. In merito alla questione, la segreteria provinciale del Sindacato Italiano Appartenenti alla Polizia sembra non avere dubbi: per garantire ai cittadini la sicurezza bisogna invertire la rotta. In primis, partendo da una riorganizzazione dell'apparato organico delle Forze dell'Ordine. "Il controllo del territorio a Catania - spiega a Live Sicilia Catania Tommaso Vendemmia, segretario provinciale generale del Siap - al momento è diviso a metà: da una parte operano i carabinieri dotati di tre gazzelle, dall'altra la polizia con sei volanti. Ciò crea confusione e uno squilibrio di unità che, specie nei fine settimana, non riesce a garantire interventi sufficienti e immediati. Bisognerebbe, pertanto, ritornare ad un controllo generalizzato del territorio creando una sinergia tra le diverse Forze di Polizia che, lavorando insieme nelle stesse aree cittadine, siano in grado di offrire maggiori garanzie ai catanesi".

Ma per Tommaso Vendemmia bisognerebbe anche, dopo un'attenta analisi del territorio, valutare una scala di priorità di interventi a favore del cittadino. "Basta - continua il segretario - far finta che la lotta al crimine sia solo contro l'abusivismo, la prostituzione o i lavavetri. Quest’ultime sono piaghe sociali certamente importanti legate da sempre al territorio che come tale necessitano di interventi di carattere socio-amministrativo. Ciò che piuttosto fa riflettere sono i numeri dei reati predatori in città: dall'inizio dell'anno, solo alla Polizia di Stato, a fronte dei 237 furti in appartamento denunciati corrispondono appena tre persone arrestate e due denunciate; su 232 rapine fatte solo 21 arresti e 18 denunce; mentre 176 scippi compiuti hanno portato a due arresti e ad un denunciato". Numeri che parlano da soli, insomma, ai quali occorre aggiungere i reati di spaccio di sostanze a quota 110 con 76 arrestati e 34 denunce. "Ciò - commenta Vendemmia - vuol dire che manca il personale su strada atto a controllare il territorio. Purtroppo lo Stato italiano al momento è in difficoltà ed è impensabile quindi pensare che dall'oggi al domani a Catania arrivino 100 uomini della polizia e dei carabinieri da collocare in ogni angolo della città per far fronte al problema. Ciò che risulta fattibile è una distribuzione diversa delle forze partendo dal fatto che i 1200 operatori assegnati dal Ministero alla Questura etnea fanno fede ad una pianta organica risalente al 1989, anno in cui l'ente era composto da soli tre edifici, mentre adesso ne conta 18 con uno spreco di 70 unità addetti alla vigilanza e un organico composto da 1170 agenti . Sarebbe, quindi, meglio razionalizzare i nostri uomini riducendo le loro funzioni nelle anticamere della questura, del tribunale, degli ospedali e della prefettura”.


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