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Provincia regionale di Catania

Crocetta scioglie il Consiglio
Porrovecchio: "Ricorso al Tar"


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Arriva il decreto che fissa al 15 giugno lo scioglimento dei Consigli provinciali. Ma gli uscenti non si arrendono.

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CATANIA - Firmato il decreto regionale che sancisce lo scioglimento definitivo dei Consigli Provinciali in Sicilia. Un provvedimento che mette fine, almeno per ora, alle auto-convocazioni degli stessi consigli avvenute nei scorsi giorni. Una iniziativa, dunque, che almeno sotto il profilo formale ricuce lo strappo istituzionale tra l’aula di Palazzo dei Minoriti e l’assessore regionale alle autonomia locali, Patrizia Valenti, che aveva già ammonito i consigli auto-convocati di Catania e Caltanissetta a non redigere e votare delibere. Contestualmente alla conclusione dei lavori del Consiglio, sarà, Antonella Liotta, già commissario straordinario della Provincia con funzioni e poteri di presidente e Giunta, a reggere l’Ente anche con i poteri deliberativi dello stesso Consiglio sino al prossimo 31 dicembre. La Liotta aveva già ricevuto la nomina a commissario dell’Ente nel novembre del 2012 dal presidente Crocetta a seguito delle dimissioni del presidente dell’Amministrazione ed è stata riconfermata nel marzo 2013 per effetto della legge regionale n. 7 del 2013.

Circa la scadenza dei Consigli provinciali, il decreto chiarisce ulteriormente che “pur mancando nell’ordinamento regionale degli enti locali una espressa disposizione che stabilisca il dies a quo della decorrenza del quinquennio” nella considerazione che i Consigli durano in carica sino all’elezione dei nuovi, limitandosi dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali ad adottare gli atti urgenti e improrogabili, la data della scadenza naturale del Consiglio provinciale “può essere assunta facendo riferimento alla data delle precedenti elezioni, anche al fine di assicurare uniformità di applicazione dell’impianto normativo, disposto con la legge regionale 7 del marzo 2013, nei confronti degli Organi elettivi di tutte le Province regionali interessate”. Con i superiori chiarimenti il decreto presidenziale fissa alla data del 15 giugno 2013 la scadenza naturale del Consiglio, essendo stato lo stesso eletto nella tornata elettorale dei giorni 15 e 16 giugno del 2008.

Non tarda il commento del consigliere provinciale Giacomo Porrovecchio, che negli scorsi giorni ha impugnato al Tar di Catania e Palermo l’intero impianto dell’abolizione delle provincie voluto da Rosario Crocetta. L’ex commissario Idv spiega a LiveSiciliaCatania: “Questo decreto altro non è che il copia-incolla del foglietto che aveva mandato la Valente a noi Consigli, per comunicarci la fine dei lavori. Poi però si sono resi conto, grazie alle nostre insistenze, che non si poteva sciogliere il consiglio semplicemente tramite una nota. Certo è un’incongruenza che siamo stati sciolti per decreto dopo il termine ultimo disponibile, con un provvedimento retroattivo. È probabile – ha annunciato- che ricorreremo al Tar per impugnare il decreto. Siamo convinti che la data del quindici sia assolutamente arbitraria. Non è questione di attaccamento alle poltrone, ma di buona educazione istituzionale. È tutto, quindi, un gran pasticcio”. La presa di posizione di Porrovecchio si allarga inoltre sulle vicende giudiziarie che hanno investito, ieri, la Regione siciliana: “Credo che bisogna pensare di rivedere le spese regionali e non tagliare le Provincie. Il problema fondamentale della gestione della cosa pubblica in Sicilia, lo sappiamo già, è la stessa Regione che non ha saputo spendere i fondi europei, ha dato spazio a latrocini e in più si permette ancore che i deputati Ars abbia uno stipendio quasi tre volte superiore agli omologhi delle altre regioni italiane”.

 


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