Live Sicilia

38 arresti

Droga, Operazione Nickname:
Ci sono anche 12 catanesi


Articolo letto 5.065 volte
VOTA
0/5
0 voti

Catania, operazione nickname, polizia, spaccio di droga, Economia
ENNA. Sono 38, tra cui 5 minorenni, gli arrestati con l'accusa di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e traffico di stupefacenti, oltre ad un episodio di estorsione eseguita oggi nelle province di Enna, Catania, Caltanissetta e Palermo. In carcere sono finite 29 persone mentre le altre sono ai domiciliari, in quella che è l'operazione denominata "Nickname". Tra loro, in tutto, ci sono anche tredici catanesi. Si tratta di Pietro Amato, nato ad Adrano 23 anni; Francesco Balsamo, nato a Catania, 43 anni; Michele Angelo Fiscella, nato a Catania, 39 anni; Michele Musumeci, nato a Catania, 47 anni; Mario Naceto, nato a Catania, 21 anni; il padre Sebastiano, detto "Nello", nato a Catania, 47 anni; Biagio Sambataro , detto "Gino", nato Belpasso, 57 anni; Rosanna Signorelli moglie di Sebastiano Naceto e Madre di Mario , nata a Catania, 41 anni; Giovanni Arcidiacono, nato a Catania 41 anni.

Arresti domiciliari, invece per 9 persone tra cui: Filippo Muratore nato a Catania, 25 anni; Francesco Musumeci, nato a Catania, 25 anni; Santa Rapisarda, nata a Catania, 43 anni.

I TERMINI DELL'OPERAZIONE "NICKNAME"

Sgominate due associazioni criminali attive nel traffico e nello spaccio di stupefacenti. L'operazione Nickname, con 38 arresti, è stata coordinata dalla Dda di Caltanissetta e condotta dagli uomini del commissariato di Polizia di Leonforte (En) che in circa 3 mesi hanno sequestrato oltre 5 chilogrammi di stupefacenti. Tra gli arrestati ci sono anche 5 minorenni. Alcuni indagati risultano latitanti all'estero. L'operazione ha preso il nome dal vezzo degli indagati di utilizzare tra loro i soprannomi. Una delle organizzazioni individuate, attiva particolarmente nel traffico di cocaina, avrebbe fatto capo a Massimiliano Scamici di Agira (En), cugino di Antonino Scaminaci, considerato il referente di Cosa nostra nella cittadina ennese. Il gruppo si sarebbe rifornito esclusivamente a Catania, ed in particolare da Michele Musumeci del clan Santapaola, dalla moglie Santa Rapisarda e dal figlio Francesco Musumeci. Lo stesso Musumeci interveniva in caso di contrasti che nascevano ad Agira tra i gruppi dediti al traffico di droga. Il gruppo si sarebbe avvalso dei fratelli Paolo e Filippo Gazzo. Il primo è in attesa di giudizio per la vendita di una dose di cocaina che causò la morte per overdose di un quarantenne avvenuta due anni fa. L'altro clan avrebbe fatto capo ai fratelli Pietro e Giuseppe Cuccia anche loro di Agira, figli di Rosario Cucci attualmente detenuto presso il carcere palermitano "Pagliarelli", dove sta scontando una condanna a 13 anni per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. I Cuccia erano specializzati soprattutto in marijuana e hashish, ed avevano una fitta rete di collaboratori e pusher che si occupavano di spacciare, al dettaglio, ad Agira, Assoro, Nissoria e Leonforte. Tra questi, Mario Minnì che era il custode dello stupefacente, mentre la moglie Venerina Palmisano, si sarebbe occupata della contabilità insieme alla figlia Maria Antonella.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php