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L'ASSESSORE DEL MEGAFONO

Prg e Corso Martiri, Bosco:
"Errore ripartire da zero"


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Intervista a Luigi Bosco, assessore designato da Bianco in quota al Megafono.

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CATANIA - "Interrompere quanto è stato già iniziato farebbe bene alla città". Luigi Bosco, ingegnere di fama internazionale, parla ad assessore in pectore della giunta Bianco quater. Non si sa ancora quale sarà la sua delega, ma l'esponente del Megafono ha le idee chiare su quali siano i temi di cui vorrebbe occuparsi: "Nell'urbanistica potrei dare un contributo alla città."

Quali sono i suoi progetti sulla città da neoassessore?

“In primo luogo faccio parte di una squadra. Attendo, quindi, di capire qual è il ruolo che mi verrà dato. Ovviamente, io ho una discreta competenza nel campo dell'ingegneria e quindi dei lavori pubblici. Nell'urbanistica potrei dare un contributo alla città. Non escludo altre possibili soluzioni. A Crocetta, che mi ha voluto nominare liquidatore elle Terme di Acireale, gli ho detto che non capivo nulla in materia. Lui mi disse che sarei riuscito a fare qualcosa di buono anche lì. Mi sono impegnato e qualcosa l'ho cominciata a fare. Aspetto dunque di sapere se giocherò in porta o all'attacco”.

Il piano regolatore della giunta Stancanelli è da ridisegnare o no?

“Credo che ripartire da zero sia un errore clamoroso. Credo che qualche piccola modifica vada ipotizzata, questo per fare una variante che possa sbloccare immediatamente il centro storico. Bisogna adottare, poi, quel regolamento edilizio che è stato donato alla città dall'organizzazione degli ingegneri e degli architetti e dall'Ance. É un regolamento edilizio universale che consente di dare regole unitarie e univoche a tutti i professionisti e gli operatori che operano nel campo dell'edilizia. Misurare l'altezza di un edificio, per capirci, non sarà più discrezionale. Questo è alla base dell'etica della procedura amministrativa. Il problema è poi di vedere se è possibile coniugare, in tempi rapidissimi, l'assetto della città metropolitana con il completamento del Prg”.

Al momento della presentazione della squadra di governa, dal Megafono si sollevata qualche voce di protesta circa la sua designazione?

“Guardi, Io ho insistito affinché ci fosse Giuseppe Caudo in giunta al posto mio. Ma alla fine si è preferito dare un profilo di società civile a questa squadra di governo, soprattutto nella prima fase. É importa chiarirlo. Perché è al nostro interno non c'è stata alcuna polemica. In realtà, mentre io sostenevo lui, Caudo sosteneva me”.

E sul corso dei Martiri?

“È una grande ferita della città di Catania. Esso fu salvata da un possibile scempio, grazie a l'azione di mio padre, Camillo Bosco. Lui fece in modo che non si adottasse la medesima cubatura utilizzata per il corso Sicilia e che avrebbe soffocato Catania. Ora il corso dei martiri della libertà ha bisogno di un progetto di alta qualità, che comprenda pure piazza della Repubblica, così come prevedeva il progetto iniziale. Io non penso tanto al volume, ma alla qualità dell'architettura”.

Si spieghi.

“Se realizzato, così come sembra possa essere realizzato, Catania può arrivare al centro dell'interesse dell'architettura internazionale. Non esiste in Europa un area libera così vasta. Solo lo sventramento del muro di Berlino ha portato a possibilità simili. Tramite concorsi di progettazione bisogna avere, però, la capacità di ricucire questa parte con gli ambiti cittadini circostanti, in primo luogo con la piazza della Stazione”.

Quindi il progetto di Stancanelli, con il plastico lasciato in esposizione a Palazzo degli Elefanti, non verrà realizzato?

“Io credo invece di sì. Lì c'è la mano di Cucinella, non stiamo parlando dell'ultimo arrivato. Si tratta ora di affilare soltanto qualcosa. Io sono perché si faccia. Ovviamente mi confronterò con la giunta. Interrompere un percorso già avviato non farà di certo il bene della città”.

 

 


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