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il convegno

Sempre più nuovi poveri
L'analisi del fenomeno


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Catania, indebitamento, nuove povertà, Economia
CATANIA - Il loro potere di acquisto e la loro capacità di risparmio s’è ridotta del 50 per cento, perdendo allo stesso tempo la capacità di contrarre nuovi debiti, ora negati da banche e finanziarie. Col viso abbassato per la vergogna li ritrovi in fila, assieme ai senzatetto e agli extracomunitari, davanti ai cancelli della Caritas o del Banco alimentare, in attesa di una busta piena di beni di prima necessità, pane, latte, pasta. Sono i nuovi poveri, quelli che uno stipendio ce l’hanno ancora, ma prosciugato già alla prima settimana da bollette, rate di prestiti e mutui, a cui restano in tasca meno di quattrocento euro per arrivare alla fine del mese. Una categoria nuova, ingrossata negli ultimi dieci anni da un sistema bancario e creditizio che ha fornito una grossa liquidità a tassi molto bassi anche a chi non avrebbe potuto permetterselo, che oggi rappresenta il 65% per cento delle famiglie siciliane, caduti nella spirale del “sovra indebitamento”, un fenomeno che è emergenza sociale, che porta vergogna e disperazione e conduce ad atti sempre più estremi. C’è anche una legge, varata nel 2012 dal governo Monti, che attende ancora i decreti attuativi, che potrebbe rappresentare per famiglie e imprese un primo strumento per la ristrutturazione della crisi, affiancata da una adeguata legislazione in materia di tutela della privacy. Ci sono interventi immediati da predisporre e proposte da avanzare.

Sono questi gli argomenti affrontati nel corso della tavola rotonda organizzata dall’associazione Tutela Diritti del Debitore, il Movimento Cristiano Lavoratori, Confcommercio, Banca Etica, in collaborazione con Federconsumatori, Katane economia e il Comune di Biancavilla, primo comune siciliano ad avere istituito uno sportello dedicato alle famiglie sovra indebitate. Temi posti all’attenzione dei candidati sindaci di Catania, Enzo Bianco, Maurizio Caserta e Matteo Ianniti che hanno accolto l'invito a partecipare al convegno. “Sono tanti i fattori che hanno portato a quello stato permanente di disagio per milioni di famiglie – ha spiegato il presidente dell’associazione tutela diritti del debitore Salvatore Alessandro - in 11 anni sono aumentate del 30%, tasse, bollette mensili e inflazione, ma a pesare è anche il fatto che le stesse famiglie sovra indebitate costituiscono un sostegno di figli e nipoti disoccupati o in cassa integrazione”.

Un dato che aggrava ancora di più l’ultima fotografia fornita dalle rilevazioni statistiche (Banca D’Italia, CGIA Mestre, Confcommercio) che indicano anche il 26% di famiglie in stato di povertà e l’8% di famiglie in stato di povertà assoluta. Negli ultimi 10 anni, inoltre, l’inflazione è aumentata del 25,4% (diminuzione potere di acquisto, risparmio, indebitamento), e l’indebitamento medio delle famiglie è cresciuto del 140%. Solo nell’ultimo anno: disoccupazione Mezzogiorno + 4 %, consumi alimentari – 3,9% , servizi -3,7%, abbigliamento e calzature -4%.

Piergiuseppe De Luca è il presidente provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori, ha presentato un report aggiornato, con le cifre di questa nuova disperazione. Con una squadra di volontari il Mcl ha avviato la distribuzione di sacchi della spesa. “La drammatica novità – ha spiegato – è che ci troviamo di fronte molta gente che aveva un tenore di vita molto più che dignitoso, che aveva uno stipendio e qualche volta anche due. Poi all'improvviso si sono ritrovati, ci raccontano tanti, con la moglie licenziata, loro in part time o in cassa integrazione, gli ammortizzatori non sempre arrivano e così sono scivolati inesorabilmente e rapidamente in uno stato di fortissima difficoltà economica”.

Il fenomeno del sovra indebitamento è bene definito dalla legge 3 del 2012: “Una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni. Marisa Acagnino, presidente di sezione tribunale civile di Catania spiega:“ In tale disastroso panorama appena abbozzato, la legge prospettata dal legislatore è un primo strumento per intervenire a sostegno di chi rischi di perdere l’unico bene rimastogli, spesso frutto dei sacrifici di una vita, la casa familiare, facilmente aggredibile, sia dai creditori che dal fisco – ha aggiunto – E’ in queste situazioni che è possibile ricorrere alla procedura volontaria di ristrutturazione della crisi da sovra indebitamento che consente, da un parte, ai debitori di ridurre in percentuale i propri debiti e, dall’altra, ai creditori di ottenere un soddisfacimento più rapido, anche se parziale, delle loro pretese”.

Secondo il candidato Maurizio Caserta "la socializzazione del debito utilizzata dal governo fino ad ora non ha dato grandi risultati - ha spiegato Caserta - ora bisogna fare attenzione. A non continuare a sottrarre risorse a famiglie e imprese". Per Enzo Bianco “A livello locale i Comuni possono istituire il Segretariato Sociale, con il riconoscimento di un Organismo di composizione della Crisi da sovra indebitamento per le famiglie e le PMI non soggette a fallimento e uno sportello per il check-up sulla sostenibilità del debito e l’individuazione di piani finanziari di ristrutturazione del debito, mentre a livello nazionale bisogna proporre una nuova legislazione che regoli i rapporti tra creditore e debitore e una legge sulla tutela della privacy che sanzioni anche la pubblicità ingannevole che induce all’indebitamento".

Per Matteo Ianniti "Nell'indebitamento della popolazione ci sono responsabilità precise da parte di chi ha distribuito carte di credito e strumenti di spesa facile. Per aiutare chi si trova in questa situazione ora non basta il volontariato servono anche e soprattutto servizi sociali che funzionino e questo è un nostro impegno". Presenti anche il direttore della Caritas di Catania, monsignor Vincenzo Algeri, Stanislao Di Piazza, Nicolò Papa amministratore nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, responsabile regionale Banca etica, referente progetto Jeremie Sicilia, Francesco Bianchini, presidente regionale Forum Famiglie Sicilia, e Marco Causi, componente Commissione Finanze Camera dei Deputati.


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