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LIBRERIA MONDADORI

Marco Malvaldi presenta
il giallo “Milioni di Milioni”

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Catania – E’ stato presentato, nei locali della libreria Mondadori di via Umberto a Catania, il giallo “Milioni di Milioni”, opera ultima di Marco Malvaldi, chimico di Pisa con la passione per la scrittura che ambienta la storia in una Toscana spaccona e popolaresca facendo sorridere, ancora una volta, il lettore con la cinica ironia dei suoi personaggi. Frosinone, nevica. Marco Malvaldi è in auto quando decide di telefonare alla moglie. Driin, driin. Poche battute dopo lei gli racconta qualcosa fornendogli l’incipit della storia. Poi si accinge a leggere il quotidiano Ciociaria Oggi quando apprende che nel paesino di Campo di Mele, poco più di ottocento anime, non si conoscono le problematiche mediche legate al cuore per via di un’anomalia genetica. Già, un’anomalia genetica.

La sequenza successiva prevede il rientro a casa e la lettura spensierata del fumetto Asterix, altra lampadina che si accende. Da qui il quesito: esisterà un’anomalia che dà una forza mostruosa agli uomini? Solo uno studio serio e meticoloso lo condurrà per mano alla risposta imponendogli la stesura di “Milioni di milioni”.

Livesiciliacatania l’ho ha intervistato in esclusiva nei locali dell’ex cine Diana, oggi sede della libreria Mondadori.

Qual è il ruolo di Annamaria Zerbi Palla all’interno del giallo? Ti riferisci ad un archetipo specifico?

“La signora Zerbi Palla è una figura di riferimento all’interno di un paese piccolo che come tale è caratterizzato da personaggi precisi, quali il sindaco, il medico, il farmacista, il barista e, appunto, la maestra, che di solito viene da un altro luogo e ne caso specifico da una grande città. La signora Zerbi si sente un pescecane in uno stagno presentando una dimensione intellettuale più ampia rispetto a quella media del paese e lei lo sa. La presenza di questa figura che mi sta molto simpatica fa sì che il libro entri nel vivo solo a pagina 80. Tento di mantenerla in vita più che posso prima di descrivere “il fattaccio”e ciò contrariamente a quanto accade di solito”.

Parli di Montesodi Marittimo come del <paese più forte d’Europa>, perché?

“Perché si presume che gli abitanti di Montesodi presentino un’anomalia genetica riscontrata effettivamente in Germania su un bambino definito superbaby che a soli 2 anni era in grado di reggersi sugli anelli da solo. L’anomalia mi ha permesso di far entrare nella storia, che si sviluppa intorno ad una location non particolarmente interessante, Piergiorgio e Margherita, genetista lui, esperta archivista lei; a loro il compito di scoprire il perché della forza eccezionale che caratterizza gli abitanti del piccolo centro urbano”.

Di professione chimico ma ti avvicini alla scrittura e tratti le patologie genetiche. Che ci sia un filo conduttore?

“Beh, senz’altro. Riconosco di essere molto curioso; non mi basta leggere ma voglio capire per filo e per segno lo sviluppo di ciò che desta la mia attenzione per poi trasferirla con cognizione di causa nella mia storia”.

A proposito del parallelismo uomini-persone-galline. In che senso?

Ride- “In una grande città c’è un modo di vivere diverso dal paesino. Io nasco a Pisa, 100 mila abitanti ma vivo a Vecchiano, un piccolo centro con 3 mila anime in cui se non vado al bar il barista mi telefona per verificare che stia bene. Insomma, in paese ci sono dinamiche differenti e qui anche le galline hanno la loro dignità: ogni ente gode di rispetto che sia bambino, cane o barbabietola. Il conto, delle galline numericamente di più degli essere umani, connota in modo preciso il paese che, in caso di catastrofe nucleare, sarebbe in grado di sopravvivere abbastanza bene. Insomma, il supermercato Esselunga non rimarrebbe privo di derrate!”.

Nel 2007 l’esordio con la serie dei vecchietti del BarLume, edita sempre da Sellerio, poi diversi generi letterari, tra cui saggi e una guida. Parentesi a parte, sei un giallista?

“Assolutamente, si. E’il giallo il genere d’intrattenimento per eccellenza, il mio stile; il resto rappresenta un’esperienza circoscritta. E, soprattutto, sono uno scrittore perché prima di tutto sono un lettore felice”.

Oggi, finalmente, riconosci di essere scrittore?

“Si, decisamente”.

E sai cosa farai <da grande>?

“Beh, il chimico, senz’altro!”


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