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Verso le comunali

Saro 'u Catanisi

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risultati, Rosario amministrative 2013, sondaggi, Politica
CATANIA - Si muoveva come una soubrette tra le luci dell’avanspettacolo Saro Crocetta, reuccio incontrastato dell’umida serata di venerdì del Megafono in piazza Teatro Massimo. Nel cuore della Catania che il nostro Presidente conosce bene, dolce rifugio fin dalle prime fughe giovanili dalla scomoda Gela, avrà sentito un fremito scorrere sulla schiena mentre impersonava il potere strusciando coi “rivoluzionari” orfani del lombardismo, arruolati alla bisogna. Deve farcela Saro a fare scruscio col suo Megafono.

Che finita la smorta litanìa del comizio alla piazza, sola a quella perché gli sciagurati catanesi non arruolati mancavano, compresa Marisa Acagnino, è stato davvero uno spettacolo vedere il Crocetta prendere a braccetto uno a uno i suoi legionari: li rassicurava, forse, che ora in campo a Catania c’è lui e solo lui. Starà tutto il tempo necessario nella Città del Liotru con tutto il suo carisma, per soffiare forte al suo Megafono che dovrà squillare forte. Tanto meglio se di questo se ne avvarrà anche il candidato del Pd.

I numeri devono essere inequivocabili: la prima forza politica deve essere quella sua, del destino del Pd peraltro domani non v’è certezza. Si avventa rapace sui resti del partito che fu di Bersani il nostro Saro, che ha il fiuto dello squalo quando addenta la preda. Lo dimostrerà a Catania utilizzando abusati procacciatori di preferenze, che le carte nella maggioranza di governo le da lui. Con molta leggerezza, si muoveva venerdì notte il nostro presidente nella fatal Catania della piazza, anche quella, rubata alla sinistra: una parola per ogni cosa.

Per rassicurare manager nominati dall'innominabile puzzone ma anche per evitare che velenose esalazioni di discarica ammorbino ancora di più l’aria nella terra degli infedeli. Per garantire le sorti di ciascuno senza tradire, almeno per la facciata, le bocche fameliche di tanti che si aggirano scodinzolanti capaci di apprezzare anche solo lische. Un sultano, giocoso e appagato del suo status il nostro Presidente.

Vedrete che lui col suo Megafono, imbottito di transfughi lombardiani ce la farà. Se ne faranno una ragione, tutti: alleati e avversari, Lupo, Leanza e D’Alia. Se li mangia a tutti Saro e ci beve sopra anche un boccale di birra, come ha fatto venerdì quando era già notte fonda. Una bionda, traboccante di schiuma. Il cameriere di turno asciughi, per favore.


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