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Coppie di fatto

Iannitti celebra 10 "unioni":
"Vi vogghiu maritari"

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L'iniziativa di Catania Bene Comune al Castello Ursino



CATANIA - C'era anche la marcia nuziale, le bomboniere e i confetti. E c'erano anche tante persone, tra invitati e curiosi. Oggi pomeriggio, in piazza Federico II di Svevia, Catania Bene Comune ha organizzato a "Mi vogghiu maritari", una cerimonia in piena regola per celebrare un diritto, quello alle unioni di fatto, fondate esclusivamente sull'amore, e fare di Catania la 140esima città in Italia e la quarta in Sicilia, a istituire il registro delle coppie di fatto. Un evento simbolico, ma fondamentale per spiegare uno dei punti principali del programma del candidato sindaco Matteo Iannitti, ovvero l'istituzione di un registro delle Unioni civili che garantisca, almeno a livello territoriale, alcuni diritti riservati, allo stato attuale, solo alle coppie regolarmente sposate.

Registro delle Unioni Civili



"In una città abbandonata, in cui non c'è lavoro e non si arriva alla fine del mese - ha spiegato Iannitti prima di leggere gli articoli del codice civile che regolano il matrimonio, per "regolamentare" le unioni di dieci coppie, omo ed eterosessuali, e un terzetto - si fa spesso l'errore di dimenticare che ci sono cose che si possono fare e che potrebbero migliorare la vita di tanti e tante. Noi, con questa iniziativa, vogliamo dire che, in una città che soffre ci deve essere spazio per il lavoro, per la lotta alla mafia, ma anche per i diritti, per noi priorità assoluta". Una questione di diritti, dunque, come tengono a sottolineare gli organizzatori e i partecipanti alla cerimonia che, nonostante il sole cocente, ha attirato l'attenzione divertita dei passanti. Ma soprattutto un passo avanti verso una diversa idea di famiglia e una priorità politica per Catania Bene Comune.

"Noi oggi inauguriamo il registro delle unioni civili nella città di Catania - ha continuato Iannitti - e lo facciamo non come promessa elettorale, ma perchè si può fare e quando saremo in quel palazzo, l'11 giugno, sarà la prima cosa che faremo". Accanto al lato politico, c'è quello che Iannitti definisce "il lato umano", che serve a riparare alle storture che, talvolta, gli stessi sistemi si danno. "Il registro delle Unioni civili non è altro che il riconoscimento a livello territoriale di alcuni diritti attualmente negati ad alcune categorie - ha specificato Antonio Giuseppe, da dieci anni compagno di Rino - e già riconosciuti in alcune città italiane. Non è una questione di genere - ha aggiunto: tutelare i diritti è di aiuto per tutta la società e non può passare in secondo piano".

 

 


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