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inervista a Tuccio D'Urso

"In campo per la città,
piegata dalla mala politica"

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Aggiusta Catania, Catania, elezioni amministrative 2013, tuccio d'urso, Politica
CATANIA - E' l'ultimo a essere sceso in campo, ma è agguerrito esattamente come gli altri cinque candidati alla carica di primo cittadino. Tuccio D'Urso, che ha avuto un ruolo importante come direttore dell'ex Ufficio Speciale durante la sindacatura di Umberto Scapagnini, ha intenzione di rimettere in piedi la città, sistemando le storture che, a detta sua, si sarebbero accumulate negli ultimi anni. Non a caso, la lista che lo sostiene di chiama "Aggiusta Catania".

Partiamo dal nome scelto per correre alle prossime elezioni. Cosa bisogna aggiustare in città e da dove si dovrebbe partire?

La città ha smesso di essere produttiva. La caratteristica fondamentale del catanese era proprio la capacità inventiva che, purtroppo, si è persa, insieme al coraggio e all'intraprendenza. La città si sta piegando su se stessa, colpita dalla crisi ma, soprattutto, dall'incapacità amministrativa e dalla mala giustizia, che sono i due temi fondamentali della campagna elettorale.

Lei è stato dirigente del Comune di Catania durante la sindacatura di Scapagnini. Il suo giudizio quindi si riferisce all'ultima amministrazione?

Stancanelli è stato un autentico disastro per due ordini di motivi: invece di ricorrere alla carità nazionale (chiedendo al governo Berlusconi 140 milioni di euro n.d.r.) per rimettere a posto il nostro bilancio e che poi alla fine non ha risolto nulla, avrebbe potuto e dovuto ricorrere, come ha fatto l'amministrazione precedente, alla valorizzazione delle risorse comunali. Catania ha un patrimonio di terreni e fabbricati gigantesco: Monte Po, le sciare di Nesima, il Palazzo Bernini, il Lungomare. Un patrimonio di risorse proprie o ministeriali, come il carcere di piazza Lanza e, per finire, gli otto parcheggi non ancora realizzati, che avrebbero potuto diventare il punto di partenza del rilancio della città.

Cosa intende per valorizzare? Non è la prima volta che Catania rinuncia alle sue bellezze in favore del cemento.

Valorizzare non è cementificare. Molte delle aree che ho menzionato, come Monte Po', ad esempio, sarebbero rivalutate dalla realizzazione di un quartiere moderno, con servizi, aree verdi, ecc. Si tratta di trasformare il nulla o l'asfalto in opere belle, realtà gradevole, in cui vivere e che, nello stesso tempo, danno ricchezza al Comune di Catania.

Fino a ora abbiamo parlato solo di uno dei suoi competitor nella corsa alla conquista di Palazzo degli Elefanti. Che cosa pensa degli altri?

Dei due ex sindaci, quello che penso l'ho già detto, ovvero che sono delle mummie tirate fuori dai sarcofagi e che sono politici che non hanno più nulla da dire. Hanno ormai perso qualunque smalto e credo sia arrivato il momento che vadano in pensione. Spero che questo sia il responso delle urne. Maurizio Caserta penso sia un ottimo teorico, ma senza esperienza. Lidia Adorno è l'assenza della politica. Matteo Iannitti è un ragazzino, con i pregi e i difetti.

Può illustrare il suo programma in cinque punti?

Innanzitutto bisogna puntare sulla solidarietà: il sindaco deve mettersi a disposizione e rispondere in prima persona a tutti. In secondo luogo, bisogna mettere in sicurezza i conti del Comune con un'operazione intelligente: creare patrimonio valorizzando terreni e immobili, innescando un circuito del rinnovo e del bello. Terzo, recuperare risorse immediate, attraverso la politica dei rifiuti zero: si risparmierebbero 22 milioni di costi di discarica e facendo in modo che Catania diventi una città interamente solare, cosa che potrebbe fare risparmiare all'amministrazione il costo della bolletta energetica. Quarto punto, il lavoro, che sarebbe una conseguenza immediata dell'applicazione dei punti due e tre, e che si può potenziare destagionalizzando, ad esempio, la stagione turistica, o utilizzando con intelligenza i fondi a disposizione, partendo da quelli europei. Infine, bisogna puntare sull'agricoltura, valorizzando i prodotti tipici. Aggiungo un sesto punto: riscoprire e rivalutare la creatività popolare, una caratteristica tipica di Catania e dei catanesi.

Se dovesse essere eletto, quale pensa possa essere un ostacolo o un problema all'interno dell'amministrazione comunale?

Molti sono convinti che il personale possa rappresentare un problema. Io considero i dipendenti del Comune una grandissima risorsa. Sono convinto che anche le problematiche che ci sono oggi, se avrò un personale coeso, potranno essere superate alla grande.

 

 

 

 

 


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