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TRECASTAGNI

Maria Rocco sfida la politica:
“A fianco della società civile”.

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amministrative, maria rocca, trecastagni, Politica
TRECASTAGNI - La rosa di candidati sindaco del comune di Trecastagni si arricchisce di un nome nuovo. Trattasi di Maria Rocco, attivista e fondatrice del movimento civico “Trecastagni bene comune” . “La mia candidatura è la naturale prosecuzione di un percorso iniziato tre anni fa – ha dichiarato la Rocco a LiveSiciliaCatania – e rappresenta l’unica alternativa alla politica tradizionale”.

Come nasce la sua candidatura?

Il nostro percorso ha avuto inizio tre anni fa, quando da semplice cittadina ho portato avanti la battaglia per l’acqua pubblica a Trecastagni. Qui il servizio idrico è sempre stato gestito in maniera poco efficiente. Tre anni fa abbiamo dovuto fronteggiare dei grossi disagi dovuti a una costante mancanza d’acqua. In molti si recarono al Comune per protestare, senza ottenere nulla. A quel punto ho pensato che sarebbe stato opportuno creare un movimento che potesse perorare le istanze della cittadinanza, scuotendo conseguentemente la politica. Così, con i miei tre figli al seguito, ho iniziato a girare porta per porta raccogliendo le firme dei cittadini, ormai prostrati dall’emergenza idrica. Raggiunta quota 300 firme ho consegnato il tutto al sindaco, che ha deciso di girare le firme, unitamente ad una lettera scritta di suo pugno, alla Procura. Da quel momento ci siamo resi conto che le istanze dei cittadini potevano essere portate avanti con la partecipazione degli stessi in prima persona. Pertanto abbiamo continuato la nostra opera, da semplici cittadini attivi, ottenendo dei crescenti consensi. Negli anni ci siamo occupati anche di gestione dei rifiuti e lotta agli sprechi, organizzando degli incontri aperti al pubblico in presenza di esperti e tecnici. Oggi corriamo in solitaria. Non potremmo mai trovare un accordo con l’amministrazione uscente, rea di una gestione discutibile, né tantomeno con l’opposizione, che non ha fatto il proprio dovere. Negli ultimi cinque anni, come testimoniato dai fatti, solo il movimento “Trecastagni bene comune” si è battuto a favore dei cittadini.

Un suo giudizio sul comportamento del sindaco uscente Messina?

Poteva fare decisamente meglio. Tra l’altro, a mio avviso, si è circondato di persone che hanno agito con poca trasparenza. Tante sono le falle di questa gestione. Mi viene da pensare al museo e al palazzetto dello sport, ormai abbandonati da tempi immemori. Per non parlare della scuola materna, i cui lavori di ristrutturazione sono stati ultimati a cinque anni dall’erogazione dei finanziamenti, nonostante per contratto sarebbe stato necessario completarli entro un anno. Oppure ancora andrebbe esaminato con attenzione la “questione appalti” nell’ambito dell’edilizia. Queste sono le prove lampanti della mancanza di trasparenza. Ma le dirò di più. Un mese fa, in vista di un incontro sui rifiuti avvenuto in aula consiliare in presenza dell’ass. regionale Marino, mi sono recata in comune per ottenere i dati relativi alla raccolta differenziata. Per l’occasione, l’impiegato a cui mi sono rapportata mi ha negato questi dati, replicando con irritazione alla mia richiesta. Un atteggiamento del genere non è accettabile. Esiste una legge sulla trasparenza che va rispettata. Il sito del nostro comune dovrebbe contenere, a favore di utenza, le informazioni precedentemente citate, così come un rendiconto semestrale dell’operato del sindaco. Ciò finora non è mai accaduto. Discutibile è stato anche l’operato all’interno dell’aula consiliare. S è registrato un aumento della quota irpef; cosa passata in silenzio. Inoltre l’aliquota imu è stata aumentata al massimo sia sulla prima sia sulla seconda casa. Provvedimento a dir poco ingiusto, visto che a mio avviso sarebbe stato necessario procedere secondo perequazione sociale. Nulla si è fatto per stabilizzare i precari, che vivono col patema che il contratto semestrale non venga rinnovato. Infine, ci tengo a ricordare che Trecastagni è vessata da un debito pari a 10 milioni di €. Cifra che lascia presagire il rischio “default”.

Qual è il suo progetto per il rilancio di Trecastagni?

Penso che bisognerebbe valorizzare le risorse territoriali. In questi anni gli amministratori non abbiano avuto la sensibilità di percepire le potenzialità delle risorse locali. In primis qui si potrebbe proporre il modello “coworking”, sistema attraverso il quale si può utilizzare delle strutture comunali, non per forza private, adattandole alle richieste del mercato. Si potrebbero realizzare delle sale studio interattive per studenti, oppure le aule in questione potrebbero essere adibite a sale conferenza da affittare. Inoltre proporrei un sistema d’incentivazione fiscale per coloro i quali intendono rivalutare edifici dismessi nel centro storico. Ritengo necessario rendere funzionali strutture ormai abbandonate. Mi viene da pensare al “Parco Principi Di Giovanni”, il palazzetto dello sport, il parco di Piano Cucita. In tal modo i giovani potrebbero disporre di diversi luoghi d’aggregazione. Immagino anche la creazione di uno sportello, in cui gli anziani possano formare i giovani, insegnandogli attività lavorative che magari adesso si sono perse.Altro capitolo degno di nota riguarda i rifiuti. Abbiamo calcolato che facendo una differenziata corretta e riuscendo a eliminare la frazione umida del rifiuto, potremmo risparmiare più di 200.000 € annui. Per fare ciò si potrebbe far ricorso al processo di compostaggio anaerobico, cioè una lavorazione della frazione umida con produzione di biomasse, energia elettrica e compost da rivendere sul mercato. Sarebbe altresì opportuno riqualificare anche l’isola ecologica, da diverso tempo discarica a cielo aperto. Prioritario però è il coinvolgimento della cittadinanza. Bisognerebbe far sì che ogni cittadino, in base alla quantità di rifiuti che va a conferire in discarica, possa usufruire di agevolazioni sulla tares oppure di buoni sconto da utilizzare nel territorio in modo da incentivare ulteriormente il commercio locale.

Come opererebbe per razionalizzare i costi della macchina amministrativa?

A mio avviso sarebbe opportuno valutare la gestione degli incarichi nel comune. Abbiamo tantissimi funzionari e capisettore, almeno uno ogni tre impiegati. Io andrei a rivedere questo sistema organizzativo, cercando di capire i in base a quali criteri e a quali risultati vengono attribuiti i compensi. Oltre ciò, proporrei l’abolizione delle premialità, dirottando le risorse a favore del comparto “scuola”. Dal canto mio, in caso d’elezione a sindaco, ridurrei la mia indennità del 30%.

I punti programmatici del suo programma sono affini a quelli del movimento cinque stelle. Cosa pensa dei cittadini “stellati” di Trecastagni?

Ci sono diversi punti in comune, anche se “Trecastagni bene comune” opera sul territorio da tre anni, quando qui il movimento di Grillo non era ancora nella mente divina. In generale, trovo che il Movimento cinque stelle sia una realtà positiva, perché nasce dall’esigenza di cambiamento. Tuttavia il movimento di Trecastagni non mi convince. Ho fatto parte del meetup locale alcuni anni fa, perché ritengo che per valutare bisogna conoscere. Molte sono le ombre. Il meetup di Trecastagni è stato fondato da un consigliere comunale, all’epoca in carica tra le fila di un partito e successivamente espulso. L’attuale organizer ha militato in diverse realtà politiche. Inoltre l’aspirante sindaco del Movimento cinque stelle, Alfio Cavallaro, è stato più volte candidato alle precedenti amministrative, senza mai riuscire a essere eletto. Addirittura fino a qualche mese fa aveva costituito un suo movimento “Trecastagni città d’Europa”, del quale ha provveduto a eliminare ogni traccia sul web, salvo poi confluire tra le fila del M5S.

 

 


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