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la protesta

Infermieri in piazza contro
il blocco delle assunzioni


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calogero coniglio, Catania, coordinatore regionale del CNI-FSI, giampiero d'alia, protesta infermieri, Economia
CATANIA – Un centinaio gli infermieri del sindacato C.n.i. – F.s.i., ieri, sono scesi a protesta davanti al Tribunale di Catania- sezione Lavoro, sulle problematiche del personale infermieristico. “Il lavoro è un diritto previsto dalla Costituzione – spiega Calogero Coniglio, coordinatore regionale del CNI-FSI – chiediamo al Giudice e al Presidente del Lavoro di anticipare l’udienza in merito al ricorso da noi presentato sulla stabilizzazione del personale sanitario infermieristico precario dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Policlinico Vittorio Emanuele”, e confidiamo nella positività della sentenza che darà quindi una possibilità di lavoro a tutti. La nostra manifestazione si rivolge anche alla Regione, alla quale chiediamo di sbloccare immediatamente le due graduatorie del concorso regionale per infermieri”.

Il blocco delle assunzioni, infatti, con circolare assessoriale n.8514 del 21.11.2012, impone alle aziende sanitarie siciliane di non procedere alle assunzioni a tempo indeterminato per la copertura di posti vacanti, prima di aver definito le procedure di ricollocazione delle eventuali eccedenze. “La carenza infermieristica nelle 17 aziende dell’isola è cronica – continua Coniglio - da una nostra ricognizione si è evidenziato che mancano circa 1000 infermieri in Sicilia”. La carenza del personale sanitario nelle aziende siciliane, gli alti carichi di lavoro e il contratto nazionale bloccato fanno temere alla categoria di non fruire delle ferie estive per carenza di infermieri e del personale di supporto.

“Il ministro Gianpiero D’Alia qualche giorno fa ha dichiarato che non rinnoverà i contratti nazionali del lavoro del pubblico impiego, sostiene, infatti, che non ci sono le risorse e ci sono altre priorità – conclude Coniglio - Se i cittadini italiani potessero scegliere le priorità, sceglierebbero di sostenere gli infermieri e la salute. Non accettiamo più un Governo che sta trasformando lentamente la sanità pubblica in privata”.


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