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Stancanelli agli autonomisti
"Non si può tornare indietro"

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Catania, grande catania, raffaele lombardo, raffaele stancanelli, Politica
CATANIA- Gli autonomisti hanno cambiato nome in vista delle comunali, non ci saranno colombe né loghi del Mpa ma un grande simbolo con scritto Grande Catania che tradotto vuol dire Raffaele Lombardo. Non a caso ci sono tutti tranne lui al momento dell'inaugurazione, alle 16.00, della campagna elettorale all'Excelsior: sala stracolma di volti noti del mondo caro all'ex presidente della Regione, ma anche aria di nuovo, non tanto per il pollice all'insù preso in prestito a facebook che campeggia sul logo elettorale, quanto per la presenza, al centro del tavolo dei relatori, di Toti Lombardo, il figlio deputato regionale di Raffaele. Che in barba alle critiche di chi lo sottovalutava, è riuscito a mettere in piedi la nuova formazione che guarda dritto alle urne del 9 e 10 giugno.

Fare peggio delle politiche, quando il Mpa ha preso a stento il 2%, sembra impossibile, almeno secondo i relatori. L'obiettivo è quello di superare lo sbarramento, diventare costola del nuovo corso di Stancanelli e continuare su questo solco. Ci credono Angelo Sicali, Dino Fiorenza, Puccio La Rosa, Gaetano Bonfiglio, Carmelo Galati, Mario Chisari, Roberto Commercio, Mimmo Galvagno, Massimo Pesce ma soprattutto Antonio Scavone, il senatore braccio destro di Raffaele alle cui cure sono stati affidati i pargoli del Mpa. Grande mattatore il sindaco Stancanelli che ri-celebra la scelta di essere rimasto a Catania e tuona, pensando a Bianco: "Non possiamo tornare indietro, riconsegnando la città a uno che ha amministrato 25 anni fa".

Stancanelli vuole conquistare la platea, a pochi centimetri da lui c'è Puccio La Rosa, l'ex consigliere del Pdl transitato tra i finiani e adesso riaccolto tra gli autonomisti della nuova era. Non stavano così vicini almeno da 5 anni. "Abbiamo recuperato rapporti che non si possono rompere", è questa la chiave di lettura del Raffaele da Regalbuto che strappa l'applauso della sala.

Nuovo affondo a Bianco: "Noi abbiamo chiuso le liste in due ore -dice Stancanelli- gli altri hanno avuto bisogno dei carabinieri che sono venuti al Comune per separarli mentre litigavano. Lo stesso Forzese ha contestato a Leanza di aver ottenuto presidenze di quartiere che non gli spettavano". Quindi la raccomandazione: "Nell'interesse di tutti e 180 i candidati bisogna fare votare anche per il sindaco, la coalizione può vincere solo così".

All'improvviso, a tre ore dall'inizio della convention, arriva un uomo sulla sessantina con i baffi, arriva a piedi, senza auto blu, tutti saltano all'impiedi per l'applauso: "Forza Raffaele Lombardo".


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