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Cassaintegrazione

A Catania aumento del 200%
Mattone (Uil): "Intervenire"


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cassaintegrazione, Catania, mattone, uil, Economia
CATANIA - “Tra il primo quadrimestre 2012 e lo stesso periodo del 2013, soltanto sedici province hanno conosciuto in Italia un aumento delle ore richieste di cassa integrazione in deroga. In questo elenco, Catania è tragicamente primatista con un più 197 per cento ! Un motivo per sollecitare con maggiore forza la nostra classe politica, particolarmente aspiranti sindaci e consiglieri comunali, a dire concretamente cosa vogliono fare e in che modo per creare lavoro buono, piuttosto che perdere tempo in una delle più immaginifiche e ciarliere campagne elettorali degli ultimi anni. A San Pietro Clarenza, intanto, la crisi economica e l’arretramento dello Stato sociale hanno mietuto oggi un’altra vittima, travolta da una recessione che in edilizia sta producendo gli effetti più devastanti. Di mancanza di occupazione, oggi, si muore più che mai a causa dell'assenza di politiche che tutelino la dignità del lavoro rispetto al primato, sempre più tirannico, della finanza”.

Lo afferma il segretario della Uil di Catania Angelo Mattone, citando il Quarto Rapporto sulla Cassa Integrazione appena diffuso dal Servizio nazionale Politiche Lavoro e Formazione Uil. Mattone prosegue: “Non solo siamo primi per incremento quadrimestrale della Cig in deroga, ma il confronto tra l’aprile 2012 e lo stesso mese di quest’anno vede Catania al quarto posto con un più 212,7 per cento per aumento complessivo delle richieste di Cassa ordinaria, speciale e in deroga. Insomma, il nuovo Rapporto Uil mostra un evidente, progressivo, aggravamento del quadro economico d’insieme nel nostro territorio. Per descriverne gli effetti, non basta forse più parlare di un uragano che s’è abbattuto sull’intero sistema produttivo etneo !” “Questa provincia – conclude il leader della Uil di Catania – soffre più di altre, è bene che ciò si sappia. La Uil, quindi, pretende da tutte le istituzioni, oltre che dalle parti sociali, uno sforzo maggiore perché Catania riceva finalmente risposte alla propria ormai cronica fame di lavoro, di sviluppo, di opportunità. Noi restiamo al nostro posto, senza indulgenze verso nessuna parte politica Siamo ormai da tempo impegnati con idee, iniziative concrete e servizi a cercare risposte alla desertificazione produttiva e all’allargamento dello spread sociale che consegnano ogni giorno nuovi poveri e sempre più disperati terminali a questo territorio. Lo facciamo in coerenza con i 63 anni della nostra storia, nei quali abbiamo lottato perché esclusione e precarietà non diventino tratto predominante della nostra società”.


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